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Roccalumera come un feudo: se il Sindaco Lombardo mette il “divieto di passaggio” al Deputato La Vardera

- 25/01/2026
lavardera lombardo

Dal silenzio di Basile a Messina ai veti di Lombardo: la strana allergia dei fedelissimi di De Luca per la critica, la trasparenza e il controllo istituzionale.

Roccalumera come un feudo: se il Sindaco Lombardo mette il "divieto di passaggio" al Deputato La Vardera
Roccalumera come un feudo: se il Sindaco Lombardo mette il "divieto di passaggio" al Deputato La Vardera

di GIUSEPPE BEVACQUA

Il paradosso siciliano non finisce mai di stupire, ma qui siamo oltre il surrealismo: siamo al “feudalesimo social”. Immaginate la scena: un ciclone, Harry, devasta il territorio di Roccalumera. Case scoperchiate, fango, cittadini nel panico. Un deputato regionale, Ismaele La Vardera, annuncia una visita istituzionale per verificare i danni. Un atto normale, persino doveroso, in una democrazia degna di questo nome.

Ma ecco che spunta il padrone del vapore, o meglio, del Comune. Pippo Lombardo, sindaco-deputato e fedelissimo del “Generalissimo” Cateno De Luca, decide che il suolo di Roccalumera è “proprietà privata”. Con un fare che definire inaudito è un generoso eufemismo, scrive via social a La Vardera: “Onorevole collega, si risparmi di passare da Roccalumera”.

Capito? Un sindaco che pone il veto alla circolazione di un rappresentante delle istituzioni. Come se per entrare a Roccalumera servisse il visto o il permesso. E non finisce qui, perché il grottesco scivola nel mistico-punitivo. Lombardo aggiunge: “Il motivo glielo spiegherò in aula martedì, a Dio piacendo”.

Siamo alla politica delle “minacce” politiche velate e degli appuntamenti al buio nel “tempio” di Palazzo dei Normanni? “A Dio piacendo”, certo, perché ormai in Sicilia tra sindaci-deputati e aspiranti leader, si sentono tutti un po’ divinità o, quantomeno, viceré.

La Vardera, giustamente, resta senza parole: “Gravissimo che davanti a una tragedia simile la si butti in politica”. E ha ragione da vendere. Perché mentre il fango del ciclone Harry è ancora fresco, il fango della politica del “possesso” sommerge tutto il resto.

Cosa teme Lombardo? Che qualcuno veda ciò che lui non vuole mostrare? O è solo la solita allergia dei seguaci di “Sud chiama Nord” verso chiunque non faccia parte della ditta? Il metodo è lo stesso visto a Messina con Basile: il rifiuto del confronto, la tracotanza di chi pensa che il voto dei cittadini non sia una delega a servire, ma una licenza di proprietà sul suolo pubblico.

I cittadini di Roccalumera (come a Messina i messinesi a Basile) che pagano lo stipendio a questi signori ogni benedetto mese, dovrebbero chiedersi se hanno eletto un amministratore o un doganiere. Perché se un deputato non può visitare un comune colpito da un’emergenza senza il “nulla osta” del sindaco, allora non siamo più in una regione a statuto speciale: siamo in un principato a democrazia sospesa. Manca solo che si conino i fiorini.

Auguri e solidarietà, quella doverosa e vera, ai messinesi, che presto saranno chiamati alle urne. Se il buongiorno si vede da post social siffatti, c’è da stare freschi. Altro che ciclone Harry.

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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.