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Ponte, scontro totale dopo lo stop della Corte dei Conti. L’opposizione attacca: “Bocciatura per Salvini”. La Lega: “Nessuno stop, solo chiarimenti”

- 24/09/2025
ciucci salvini

Roma – La richiesta di chiarimenti della Corte dei Conti sulla delibera CIPESS per il Ponte sullo Stretto innesca una durissima battaglia politica. Cinque pagine di rilievi da parte della magistratura contabile sono bastate per trasformare un iter tecnico in un’arena di scontro frontale tra maggioranza e opposizione. Da un lato, i partiti di governo, con la Lega in testa, minimizzano parlando di una normale interlocuzione procedurale. Dall’altro, le opposizioni insorgono, definendo lo stop una “sonora bocciatura” per il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e per la credibilità dell’intero esecutivo.

L’attacco delle opposizioni: “Prima la legge, poi la propaganda”

Corte dei Conti02
ROMA – CORTE DEI CONTI

Compatto e veemente, il fronte del “no” al progetto vede nelle osservazioni dei magistrati contabili la conferma dei propri dubbi. Per Nuccio Di Paola, coordinatore del M5S in Sicilia, si tratta dell’ennesima prova che il Ponte è solo “un mega spot di propaganda”. “Il sonoro stop all’iter è una sonora bocciatura per Salvini,” dichiara, accusando il governo di aver accelerato per “ragioni politiche” e non per l’utilità dei siciliani. Di Paola sottolinea come i rilievi della Corte confermino “lacune sull’iter, sui costi e sull’impatto ambientale”, ribadendo che i 13,5 miliardi di euro andrebbero usati per le vere emergenze dell’isola.

Sulla stessa linea Armando Hyerace, segretario provinciale del PD di Messina: “Salvini e la Lega pensavano di costruire consenso sul ponte, ma la Corte dei conti ha ricordato loro che prima della propaganda viene la legge, prima degli slogan viene la trasparenza”.

I rilievi toccano anche questioni tecniche ed economiche precise, come evidenziato da Angelo Bonelli (Alleanza Verdi e Sinistra). “I dati sui flussi di traffico presentati sono del tutto irrealistici,” afferma, spiegando che si ipotizza “un aumento di dieci volte rispetto al traffico attuale” per giustificare l’investimento. Bonelli attacca anche il tentativo di bypassare i vincoli ambientali europei dichiarando l’opera di “interesse strategico militare”, un punto su cui, ricorda, anche la Commissione UE ha chiesto chiarimenti.

musolino

Durissimo l’intervento della senatrice messinese di Italia Viva, Dafne Musolino, che definisce Salvini “un pasticcione e un approssimativo”. “Quelle della Corte dei Conti non sono semplici integrazioni, ma pesanti rilievi su aspetti fondamentali: i costi, la fattibilità economica, il pedaggio, l’interlocuzione con la Commissione europea”. La senatrice chiede che il Ministro riferisca immediatamente in Aula: “Basta proclami e basta propaganda”.

La difesa della Lega: “Nessuna bocciatura, solo profeti di sventura”

germana

Di tutt’altro avviso è la maggioranza. A farsi scudo per il governo è il senatore Nino Germanà, segretario della Lega in Sicilia, che contrattacca con forza. “Ancora una volta i profeti di sventura sono i primi a riapparire,” esordisce, bollando le interpretazioni delle opposizioni come “prive di fondamento”.

Secondo Germanà, “non c’è alcuna bocciatura. La nota della Corte dei conti è infatti volta a richiedere alcuni approfondimenti sull’iter procedurale, non sulla intrinseca fattibilità tecnica, ambientale ed economica del ponte”. Il senatore leghista assicura che le istituzioni hanno seguito “pedissequamente le normative” e che nel giro di pochi giorni la Corte “disporrà di tutti gli elementi utili per proseguire il suo lavoro”. Una difesa che punta a derubricare i rilievi a un mero passaggio tecnico, accusando gli avversari di strumentalizzazione politica.

La lente della Corte: “Carente l’onere di motivazione”

Al di là delle opposte tifoserie, le parole della magistratura contabile sono precise. Nel documento inviato alla Presidenza del Consiglio, la Corte sottolinea la “necessità di acquisire chiarimenti ed elementi informativi”. I giudici ritengono che nella delibera CIPESS “risulterebbe non compiutamente assolto l’onere di motivazione”. Manca, a loro avviso, “una puntuale valutazione degli esiti istruttori” a sostegno delle decisioni prese. La delibera, si legge, “si appalesa più come una ricognizione delle attività intestate ai diversi attori istituzionali del procedimento che come una ponderazione delle risultanze di dette attività”. Un giudizio tecnico che, tradotto, evidenzia una debolezza strutturale nell’atto amministrativo che ha dato il via libera al progetto, ora sospeso in attesa delle risposte del governo