134 views 3 min 0 Comment

Crisi idrica: perché non aver proposto il recesso momentaneo a Siciliacque dell’Alcantara al tavolo regionale?

- 10/07/2024

“L’incontro che ieri il sindaco Basile ha avuto a Palermo con il Presidente della Regione Schifani sulla crisi idrica forse poteva essere propizio per chiedere l’avvio delle procedure per l’attuazione dell’art. 6 della L.R. 11 agosto 2015 n. 19 !”. 

Il consigliere comunale Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia, rispetto all’incubo siccità, rilancia la proposta finalizzata a far reperire una maggiore capacità idrica alla città di Messina attraverso il possibile recesso della convenzione con Siciliacque sulla gestione della condotta dell’Alcantara da parte del Governatore.

E quale migliore occasione del tavolo tenutosi ieri a Palazzo d’Orleans col Presidente Schifani per formalizzare questa richiesta? – si chiede Gioveni.

La L.R. n. 19/2015 all’art. 6, infatti – ricorda il consigliere – in relazione alla “gestione del sistema acquedottistico della Sicilia e del relativo servizio di erogazione di acqua per uso idropotabile”, stabilisce che “…il Presidente della Regione valuta la sussistenza dei presupposti per l’eventuale esercizio del diritto di recesso della Convenzione con Siciliacque S.p.A.”, ovvero fa in modo che la stessa possa garantire la possibilità di accesso all’acqua come bene primario secondo criteri di solidarietà.

Insomma – spiega il capogruppo – la Regione potrebbe far riappropriare la città di Messina dell’acqua della condotta dell’Alcantara senza che Amam debba chiederne l’utilizzo a Siciliacque e soprattutto senza versarne ad essa il relativo corrispettivo economico.

Il prezzo al metro cubo dell’acqua fissato da Siciliacque è di 69 cent. – evidenzia Gioveni – certamente troppo alto a che Amam la possa acquisire per poi distribuirla agli utenti a fronte di un costo minore.

Eppure la condotta dell’Alcantara – insiste l’esponente di FdI – anche se negli ultimi anni ha subìto una sensibile diminuzione della portata, si rivelerebbe certamente preziosa come ausilio alla condotta del Fiumefreddo, che al netto della sua attuale minore capacità idrica, è anche spesso soggetta a guasti o a rischi di natura idrogeologica.

Peccato quindi – conclude Gioveni – che il sindaco Basile, a meno che non lo abbia fatto ma non lo abbia comunicato alla città, non abbia tentato di proporre questa soluzione che peraltro ha dei precisi riferimenti normativi e che certamente potrebbe, unitamente a tante altre di natura tecnica che si stanno valutando, fronteggiare quell’emergenza idrica che purtroppo ormai sembra essere diventata un incubo senza fine per i Messinesi.