Il Sindaco Federico Basile siede accanto al Capitano Ultimo, al secolo Sergio De Caprio, in un salone delle bandiere “affollato” ma non troppo. Poca gente in effetti a ben contare quanti sono seduti nella sala del Comune di Messina. Un evento quello di ieri, sabato 4 maggio, a Messina, che ha ben poco di istituzionale e di celebrazione del “simbolo della lotta alla mafia”. Virgolettato che andrebbe di diritto a personaggi di ben più importante caratura come i giudici Falcone e Borsellino.
Ma se qualcuno avesse dubbi sulla connotazione politica e da campagna elettorale della visita di De Caprio a Messina, questi si vanificano e si chiariscono al solo vedere chi sta seduto alla sinistra del “Sindaco di tutti, guardiano dei conti”: Ismaele La Vardera, candidato come lo stesso De Caprio, alle prossime Europee. Insomma il “significato elettorale” e ben superiore a ciò che De Caprio potrebbe rappresentare.

Foto dal profilo FB di Ismaele La Vardera
All’incontro di Basile con i candidati di Sud chiama Nord a soli 33 giorni dalla consultazione elettorale è così seguita una passerella, perché altro non era, e con tanto di nucleo di sicurezza comunale, lungo le zone del risanamento di Messina, ottenuto, lo ricordiamo per le menti confuse, dall’onorevole Matilde Siracusano, senza ombre di patti o scambio di promesse elettorali.

Foto dal profilo FB di Ismaele La Vardera
Insomma una giornata quella di ieri che può tranquillamente entrare a far parte del manuale su ciò che un sindaco non può fare in campagna elettorale attenendosi a quanto disposto dall’articolo 9 della legge 28 del 2000.
Per essere più precisi, il Sindaco di Messina ha violato quanto l’articolo citato dispone e che recita “Dalla data di convocazione dei comizi elettorali (che normalmente avviene tra i 70 ed i 40 giorni prima della consultazione elettorale) e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.
Ieri a Basile, seduto al centro nel salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, sede del Comune di Messina, mancava solo la fascia tricolore.
Il principio stabilito dalla legge, pertanto, è da ritenersi violato in quanto Basile non si è astenuto da una manifestazione volta in modo palese a sostenere candidati, De Caprio e La Vardera, impegnati nel confronto elettorale. Basile ieri ha promosso, pertanto, in qualità di sindaco, ovvero in posizione preminente e di vantaggio rispetto agli altri schieramenti, l’immagine politica di una determinata opposizione elettorale, Sud chiama Nord, contribuendo in modo sostanziale alla rappresentazione positiva di un determinato schieramento elettorale in detrimento degli altri.
Poco altro da dire, tranne la desolatio di ignoranza di coloro che non hanno posto il problema avvertendo Basile dell’errore e della violazione che stava commettendo.

Foto dal profilo FB di Ismaele La Vardera



