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Lilli Gruber definisce “Polizia Politica” l’operato della Digos di Milano per l’identificazione del giornalista Marco Vizzardelli alla Scala di Milano. Romano (SIULP): “Definizione preoccupante se fatta in modo superficiale. Se voluta, parole invece pericolose ed offensive”.

- 09/12/2023

Durante la prima alla Scala di Milano, il giornalista Marco Vizzardelli, dopo aver urlato “Viva l’Italia antifascista”, è stato identificato dalla Digos subito dopo l’esecuzione dell’inno di Mameli. La Giornalista Lilli Gruber a seguito di tale identificazione, ha etichettato la Digos di Milano come Polizia Politica. Felice Romano, Segretario Generale del SIULP, il primo sindacato di Polizia, sottolinea: “Mi rifiuto di credere che una giornalista esperta e preparata come Lilli Gruber non sappia che le Digos che operano in tutte le 106 Questure d’Italia non sono unapolizia politica e men che mai partitica, quanto invece rappresentano le articolazioni periferiche della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, appartenenti al Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Sono lo Stato al servizio dei cittadini!”.

La Digos è il fiore all’occhiello della Polizia di Stato nella lotta al terrorismo e a garanzia di qualsivoglia turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica. Esse operano prescindendo dal colore politico di chi siede negli scranni di Montecitorio e nel rispetto delle leggi che il Parlamento legifera. Alla Scala – tiene a precisare ancora Felice Romano – i poliziotti, come confermato dal giornalista stesso, hanno operato con grande garbo, educazione e discrezione, chiedendo semplicemente al cittadino i suoi documenti per capire se un ipotetico elemento di disturbo potesse trasformarsi in elemento di pericolo. E hanno operato a seguito di un obbligo di dovere d’ufficio per chi era comandato in quel servizio. Etichettare come politico, un comportamento atto a preservare la sicurezza di tutti i cittadini è preoccupante se fatto in modo superficiale, mentre diventa pericoloso ed offensivo, se fatto con volontà”.

Soprattutto perché mina quel rapporto di fiducia che da sempre deve esistere tra cittadini e forze di Polizia. Un rapporto che è fondamentale

in una società democratica. Vedere attaccare la Polizia, da parte di chi ogni giorno può parlare davanti a milioni di italiani, è avvilente perché nessuno di quei poliziotti lavora ed opera spinto da ideologie politiche e men che mai partitiche, ma semplicemente nel rispetto della legge e delle direttive del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. E se poi la Gruber volesse approfondire la storia della nostra Digos sappia che rappresentano un’eccellenza invidiata da tutto il mondo, da sempre sinonimo di altissima professionalità. E nel corso della storia recente, unico caso al mondo, capaci di sconfiggere il terrorismo di destra e di sinistra”.

Affermare poi tali concetti, nel momento in cui c’è in atto una guerra ideologica che purtroppo arma tanti lupi solitari che si sfogano con cittadini innocenti, bagnando di sangue alcune città del nostra comunità europea, lo ritengo oltremodo irresponsabile e pericoloso”.