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Salvatore Cuzzocrea si dimette travolto dalle accuse sui rimborsi ma senza spiegarli. Piredda, UDU: “Falso che esistano 7.800 posti letto per studenti”

- 10/10/2023

Cifre milionarie, ma soprattutto quei soldi pagati alla DIVAGA SOCIETA’ AGRICOLA SRL con sede a Catania, in Viagrande, intestata all’ex Rettore Cuzzocrea, alla moglie ed alla suocera, e proprio limitrofa a quel maneggio, LA CUADRA che insiste sulla stessa strada a Viagrande e che è stato teatro della morte tragica di un operaio, Alin Telianu, schiacciato da una pala meccanica contro un muretto mentre era al lavoro. Alin Telianu, 25 anni, di nazionalità rumena, in Italia per lavorare ed inviare soldi alla famiglia rimasta nella terra d’origine. Ma non accadrà più, perché Alin è morto lo scorso 22 agosto.

Salvatore Cuzzocrea, figlio dell’anche lui ex Rettore dell’Università di Messina all’epoca del “verminaio”, come fu definito l’Ateneo a causa delle inchieste per la morte violenta del professor Matteo Bottari, ucciso da due colpi di fucile in faccia nel 1998, dopo aver inviato una struggente lettera indirizzata a collaboratori e colleghi, ma soprattutto agli studenti, invia una seconda lettera alla CRUI, la Conferenza dei Rettori Italiani, e spiega le motivazioni del suo abbandono proprio alla scadenza del suo mandato. “Una macchina del fango” secondo lui, un “polverone” secondo qualcun’altro, “sollevato ad arte” proprio in prossimità delle elezioni per il ricambio della carica di Rettore dell’Ateneo messinese. Eppure quel che si legge, circa i rimborsi milionari pari a 2.217.844 euro riscossi dall’ex rettore Cuzzocrea nel periodo tra il 2019 e l’anno in corso, sono fatti incontestabili e che vanno oltre ogni possibile confutazione. Cuzzocrea ha più volte sminuito la vicenda adducendo motivazioni legate alla sua attività di ricerca ed al numero di pubblicazioni da lui realizzate, circa 262, “ben più alto del premio nobel Parisi che comunque spende molto meno del rettore Cuzzocrea per la sua attività” ha scritto Paolo Todaro, sindacalista della FGU UNAMS e componente del Senato Accademico. Giustificazioni che saranno di certo vagliate, appurate e che magari troveranno giusto riscontro. Ma quegli importi incassati dalla DIVAGA s.r.l., intestata all’ex Rettore stesso ed a componenti della sua famiglia, trovano difficile giustificazione. Si tratta di 14 pagamenti che vanno da 600 ad un massimo di 17.900 euro, per un totale di 122 mila e 300 euro. La DIVAGA S.r.l. ha due dipendenti e diecimila euro di capitale versato. Come attività di impresa ha la coltivazione di alberi, attività agricole e allevamento di cavalli. Questi ultimi sarebbero la vera passione dell’ex Rettore. Tanto che sarebbe al vaglio anche un rimborso per una trasferta dell’ex Rettore per recarsi ad un convegno in pari data di una competizione equina alla quale Cuzzocrea è dimostrato abbia partecipato.

Tutto però, è innegabile, inizia grazie alle segnalazioni ed alla denuncia di Paolo Todaro già ampiamente avversato nell’attribuzione del suo incarico quale componente del Senato accademico contro il quale si era appellato l’allora Rettore Cuzzocrea con un appello cautelare rigettato dalla Corte di Giustizia Amministrativa. Insomma un coraggioso muro contro muro intrapreso da Paolo Todaro che è anche, ricordiamo, dipendente dell’Università di Messina e che quindi non ha badato ai rischi legati alla possibilità di “difficoltà” eventuali sul posto di lavoro del quale il datore era proprio Cuzzocrea.

Sulla lettera del dimissionario Rettore Cuzzocrea e sui “risultati innegabili” da lui vantati, sulle “acquisizioni di immobili”, tanti per la verità, sono lapidari Damiano Di Giovanni dell’Unione degli universitari di Messina, come anche Camilla Piredda, coordinatrice nazionale dell’UDU. Secondo Di Giovanni il Rettore si dimette senza rispondere alle critiche “L’ennesima mancata risposta, basti pensare che non aveva risposto neanche alle richieste che erano stata avanzante dalla nostra mobilitazione con le tende della scorsa settimana”. Piredda affonda, invece, sulle dichiarazioni di Cuzzocrea su PNRR e sui posti letto per studenti: “«Le dimissioni erano inevitabili, dopo la lettera dei sindacati. Auspichiamo che questa sia l’occasione per voltare pagina. La strenua difesa portata avanti da Cuzzocrea sulla gestione del Pnrr resta una macchia indelebile sul suo operato. Anche nei giorni scorsi, sosteneva falsamente come i fondi europei avessero reso disponibili 7.800 posti letto. La cosa assurda è che nemmeno i posti realizzati da Cuzzocrea sono stati destinati all’ente territoriale per il diritto allo studio. La CRUI deve rappresentare gli interessi dell’intera comunità accademica, abbandonando le imbarazzanti posizioni mantenute negli ultimi mesi. I Rettori trovino il coraggio di denunciare come il Governo stia sperperando le risorse del Pnrr, regalando risorse a soggetti privati che prediligono il profitto al diritto allo studio».