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Ramo: l’artista onirico dell’antropomorfismo esalta le contraddizioni e l’irrazionale dell’anima

- 22/07/2023

di Gianluca ROSSELLINI

Le opere del giovane artista Ramo, attualmente in mostra alla Galleria Zancle a Messina, svelano un’alchimia di emozioni forti e contrastanti, che riescono a colpirti l’anima, sfondarti le budella, trascinarti fuori dal mondo per entrare in un universo parallelo: con personaggi antropomorfi con diverse gradazioni di colore. Le sue. Un universo che rifiuta le parole, le etichette, i formalismi, ma che più di ogni altro sa esaltare l’irrazionale dell’anima.

“La sua abilità nel dipingere creature soprannaturali crea un impatto visivo impressionante e coinvolgente”.

L’irrazionale rende palesi, e non più costrette e impigliate in forme predefinite l’esaltazione del male o l’immenso bene, figure già consacrate, ma esasperate a forma di personaggi, irrituali, deviati o celestiali, ma veri appunto come l’anima.

Non più dunque una verità mediata dal perbenismo di facciata, dalla rigida imposizione di regole e leggi, ma una verità grattata e rubata, estratta a sorte dal turbinio degli impulsi, con figure antropomorfe che vogliono rappresentare più che sé stesse, delle qualità o delle negligenze.. Le sue opere trasmettono un senso di dualità e contraddizione, rivelando la complessità della natura umana. L’uso dei colori e delle sfumature crea un’atmosfera magnetica, che cattura l’attenzione dello spettatore. Ramo è veramente un maestro nell’esplorazione dei confini tra l’angelico e il demoniaco, spingendo gli osservatori a riflettere sulle diverse sfaccettature dell’esistenza umana. Le sue opere sono una testimonianza del suo talento e della sua profonda comprensione dell’animo umano.

La sua abilità nel dipingere volti sconcertanti cattura l’essenza delle forze contrapposte presenti in ognuno di noi e trasmette un potente messaggio sull’eterna lotta interiore che affrontiamo ogni giorno. Esprime nello stesso tempo quel tono particolare della musica interna del suo estro e la verità senza filtri, creando sempre, senza ritegno, qualcosa di sbalorditivo e improvviso.

La sua abilità nel dipingere creature soprannaturali crea un impatto visivo impressionante e coinvolgente. Ramo rappresenta con maestria l’eterna lotta dell’anima tra bene e male, utilizzando colori vivaci per dare vitalità ai protagonisti dei quadri. L’artista rappresenta anche personaggi con testa animale, quindi Teriomorfi in un’esperienza artistica affascinante, molto creativa, dove gli animali come nel mondo di George Orwell rappresentano caratteristiche degli uomini e la lotta contro i totalitarismi e le imposizioni. La sua capacità di combinare elementi umani e animali in un modo così espressivo e suggestivo è stupefacente Ramo utilizza colori intensi come contraltare a quello che rappresenta, e la sua arte molto pensata, tecnica ed incisiva mostra anche l’illusione di oggetti in 4D che sembrano uscire dalla cornice e sono la continua rappresentazione dell’iperrealismo e del subliminale allo stesso tempo.

I suoi quadri che rappresentano dei microrganismi, dove ci sono anche tagli nell’opera, sono indicatori di vita, la sofferenza, come l’allegria; dove quello che accade nel micro si riflette nel macro, come conseguenza delle nostre azioni, vedi riscaldamento globale o malattie. Nelle sue opere l’assenza del grigio indica non c’è una via di mezzo, una mediazione tra l’essere e il dover essere. Rifiuta l’immagine di archetipi della realtà, ne crea una sua personale e unica, onirica, ma vera; per questo motivo, la pensa e la coglie quando vuole, perché è sempre la sua inconfondibile anima irrazionale d’artista.

1 Comment
    Ilia Pedrina

    RAMO coinvolge non solo per le forme totalmente altre, della mente quando stressa ogni limite e si espande senza chieder consensi, ma per quanto sta dietro all’assenza di ogni ombra, in quella spazialità pura che, intuita da DAMASCIO, l’ultimo filosofo della Scuola di Atene, forzatamente chiusa dall’imperatore Giustiniano, è stata nei termini, come ha fatto notare il filosofo Giorgio Agamben, cancellata per sempre dal pensiero, quando ne vuole concepire i limiti. E la spazialità pura si incontra soprattutto nelle ALTURE D’UNIVERSO, come definisco in parole il pregevole lavoro di RAMO in sfumature di albe, tramonti, coralli in penombra, portando nello sfondo una bianca forma moltiplicata e fissa ad un tempo, in matrice di cerchio nel suo farsi origine di vita. RAMO elabora risposte in immagini che agganciano il mito delle TERRE DEL MEDITERRANEO, un mito multiforme, proteiforme, ctonio e sanguinante perché con-diviso nella relazione tra SACRO e PROFANO. E, da PROFANO, RAMO investiga tutto quanto gli si presenta nell’esperienza, tutto quanto gli appare ad ogni sguardo IN DER WELT GEWORFEN’, dico ‘sguardo’ gettato nel mondo, modificando in pieno l’inciso di MARTIN HEIDEGGER, che così voleva intendere la creatura umana, gettata nel mondo!
    Solo in queste ALTURE D’UNIVERSO sono presenti le ombre e lì, proprio lì, bisogna che il nostro sguardo sosti a lungo, per cogliere energia ed affrontare l’ignoto.
    Ilia Pedrina
    Filosofa

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