


Tre uomini incappucciati hanno fatto irruzione nella galleria romana dove è in corso la mostra "The Collapse of Democracy". L'artista Laika parla di "fatto gravissimo" e di attacco alla libertà di espressione
Tre uomini incappucciati hanno fatto irruzione alla Galleria Rosso20sette, in via del Sudario 39 a Roma, dove è in corso la mostra "The Collapse of Democracy" dell'artista Laika. Gli aggressori hanno minacciato il gallerista Stefano Ferraro, costringendolo a rimanere fermo mentre imbrattavano tutte le opere esposte.
"Ciò che è accaduto ieri pomeriggio è un fatto gravissimo", ha dichiarato Laika. "L’aggressione squadrista ai danni della galleria, in pieno giorno, da parte di un gruppo di persone incappucciate che hanno immobilizzato e minacciato Stefano, il gallerista, è qualcosa che ci deve far riflettere. Viviamo in un tempo in cui violenza, censura e repressione sono all’ordine del giorno, in cui una parte politica di questo Paese normalizza e legittima il comportamento di certe persone, che credono di poter agire nella più totale impunità".
L'artista ha aggiunto: "Questo gesto è la conferma che l’arte è un mezzo potentissimo, che fa paura a chi non crede in un futuro fatto di libertà e di uguaglianza. Questa aggressione è la prova che è in atto un processo di deterioramento e di collasso dei valori democratici, ed è stato un attacco al dissenso e alla libertà di espressione". Rivolgendosi direttamente agli autori del gesto, Laika ha affermato: "Se il vostro intento era quello di spaventarmi, non solo non ci siete riusciti, ma non avete fatto altro che confermare la mia convinzione di essere dalla parte giusta della storia. Tra le mie opere danneggiate c’è quella di Martin Luther King, sulla quale appare la scritta 'L’odio distrugge chi odia', e io sono più forte di prima. È il tempo del coraggio e non della paura. La gente come noi non molla mai. Ci vediamo nelle piazze, sui muri e nelle gallerie".
Dal canto suo, il gallerista Stefano Ferraro ha dichiarato: "Hanno usato le minacce per impedirmi di intervenire mentre imbrattavano le opere. È un’aggressione a chi lavora in questo spazio e alla libertà degli artisti che ospitiamo. Una galleria deve poter essere un luogo di confronto, anche attraverso opere scomode".
La mostra "The Collapse of Democracy – States of Injustice, Chapter 2", inaugurata il 10 ottobre e prevista fino al 14 novembre, è curata dal Team 1954 e riunisce una ventina di opere tra tele, lavori su carta e installazioni. Il progetto nasce dal secondo viaggio di Laika negli Stati Uniti e affronta le contraddizioni della società americana, le ingiustizie strutturali e le politiche dell’amministrazione Trump, affiancando opere di denuncia a omaggi a figure e movimenti impegnati nella difesa dei diritti civili e lavori a sostegno della Palestina. L'esposizione prosegue il percorso avviato nel 2023 con "States of Injustice, Chapter 1".
All’artista sono intanto arrivati messaggi di solidarietà dal mondo della politica, dello spettacolo e dell’arte, tra cui quello di Shepard Fairey, noto come Obey, che Laika aveva incontrato a Los Angeles.

Segui Voce di Popolo su Google
Aggiungici alle tue Fonti preferite per trovare più facilmente le nostre notizie su Google.







