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Messina, scuole senza internet. Docenti costretti a usare i cellulari personali. Russo scrive a Basile: «Intervenga il Comune»

- 24/10/2026
Messina, scuole senza internet. Docenti costretti a usare i cellulari personali. Russo scrive a Basile: «Intervenga il Comune»

Il mancato rinnovo di un contratto ministeriale con Fastweb sarebbe all’origine dell’interruzione della connessione nelle scuole. Il consigliere comunale Alessandro Russo denuncia una situazione che rischia di compromettere la didattica e chiede al sindaco risorse straordinarie per ripristinare il servizio.

Messina, scuole senza internet. Docenti costretti a usare i cellulari personali. Russo scrive a Basile: «Intervenga il Comune»
Messina, scuole senza internet. Docenti costretti a usare i cellulari personali. Russo scrive a Basile: «Intervenga il Comune»

A Messina ci sarebbero scuole nelle quali, per collegarsi a Internet, gli insegnanti sono costretti a utilizzare i propri telefoni cellulari. In alcuni casi sarebbero addirittura gli studenti a mettere a disposizione la connessione personale. Una situazione che, nel 2026, racconta quanto possa essere fragile un sistema scolastico nel quale basta la scadenza di un contratto per interrompere servizi ormai indispensabili. A denunciare quanto starebbe accadendo è il consigliere comunale Alessandro Russo, che ha indirizzato una nota urgente al sindaco Federico Basile, all’assessore alle Politiche scolastiche Stello Vadalà e al Garante dell’infanzia Giovanni Amante.

All’origine del problema ci sarebbe il mancato rinnovo del contratto tra il Ministero e Fastweb, che per cinque anni avrebbe assicurato la copertura a banda larga degli istituti scolastici. Una scadenza che, secondo quanto riferito dal consigliere, sarebbe arrivata senza alcuna preventiva comunicazione alle scuole e alle istituzioni locali, impedendo di organizzare per tempo soluzioni alternative. Il risultato, stando alle segnalazioni raccolte da Russo, è che diverse attività didattiche e amministrative sarebbero oggi condizionate dall’impossibilità di accedere alla rete. Non si tratta soltanto delle lezioni che richiedono contenuti multimediali. La connessione Internet è indispensabile anche per numerose operazioni delle segreterie, per la gestione dei servizi digitali e per le attività quotidiane degli istituti.

Le testimonianze raccolte dal consigliere descrivono una situazione nella quale il funzionamento di servizi scolastici essenziali viene garantito attraverso strumenti e connessioni pagati personalmente da docenti e personale amministrativo. Un rimedio di emergenza che non può evidentemente trasformarsi in una modalità ordinaria di gestione della scuola pubblica. Ma nella vicenda emerge anche un secondo problema, forse ancora più grave: quello delle disuguaglianze economiche tra gli istituti. Le scuole che dispongono di risorse sufficienti potrebbero provvedere autonomamente alla sottoscrizione di nuovi contratti. Quelle che invece operano con bilanci limitati rischierebbero di rimanere senza connessione per un periodo indefinito. Il diritto allo studio finirebbe così per dipendere dalle disponibilità finanziarie dei singoli istituti, con studenti che avrebbero accesso agli strumenti digitali e altri che ne sarebbero privati. È il rischio delle «scuole di serie A e scuole di serie B», denunciato da Russo nella lettera.

Il consigliere chiede innanzitutto che il sindaco intervenga presso il Governo e il Ministero competente per chiarire le ragioni del mancato rinnovo del servizio e, soprattutto, per comprendere perché non sia stata comunicata preventivamente la scadenza del contratto. Una circostanza, quest’ultima, che merita un chiarimento preciso. Se la scadenza era conosciuta, come avviene normalmente per qualsiasi rapporto contrattuale, perché non sarebbe stata predisposta una soluzione capace di garantire la continuità del servizio? E chi avrebbe dovuto avvertire gli istituti?

Russo chiede inoltre di conoscere quante e quali scuole messinesi siano effettivamente interessate dall’interruzione, dato che la sua nota non quantifica il numero degli istituti coinvolti. La richiesta più impegnativa riguarda però direttamente Palazzo Zanca. Il Comune, secondo Russo, dovrebbe individuare immediatamente risorse straordinarie di bilancio per finanziare il ripristino della banda larga negli istituti interessati, evitando di lasciare alle singole scuole la responsabilità di cercare autonomamente fornitori e coperture finanziarie. Il consigliere propone che l’amministrazione comunale si faccia temporaneamente carico del servizio, sostituendosi nell’intervento al Ministero e procedendo alla stipula di un contratto capace di garantire una soluzione uniforme agli istituti di propria competenza.

Resta il dato politico e amministrativo sollevato dalla denuncia: la digitalizzazione della scuola viene indicata da anni come una priorità nazionale, sostenuta da investimenti, programmi di innovazione e finanziamenti pubblici. Eppure, secondo le segnalazioni arrivate al consigliere, alcuni istituti sarebbero oggi costretti a ricorrere agli hotspot dei telefoni personali per garantire attività didattiche e amministrative. Russo sollecita anche una presa di posizione formale del Comune nei confronti del Ministero, contestando una gestione che ritiene incompatibile con gli obiettivi dichiarati dal Governo in materia di istruzione e merito.

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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.