
Un lungo confronto in Prefettura ha portato alla sintesi. Arena (Federdistribuzione): «Merce già in consegna». Richichi (Aias): «Ha prevalso il buon senso»


Alle 23 in punto i motori si sono riaccesi e il blocco è stato revocato. La Sicilia torna a muoversi dopo giorni di alta tensione, code agli svincoli e timori per gli scaffali vuoti nei supermercati. La svolta è maturata in serata, al termine di una lunga ed estenuante mediazione in Prefettura che ha visto sedute attorno allo stesso tavolo tutte le sigle sindacali e datoriali.
Il risultato è lo stop immediato alle proteste che tenevano in scacco la logistica dell’Isola. I mezzi pesanti dell’Aias (Associazione imprese autotrasportatori siciliani), che presidiavano diversi snodi strategici dell’autostrada Messina-Catania, i varchi del porto di Palermo e altre arterie siciliane, hanno smobilitato i presidi.
La macchina dei rifornimenti si è rimessa in moto senza perdere un minuto. «Sono già partite le consegne», annuncia al telefono il cavaliere Giovanni Arena, in rappresentanza di Federdistribuzione, confermando il ritorno immediato all’operatività per garantire il rifornimento dei punti vendita.
A sbloccare l’impasse è stata la garanzia di un canale diretto con il governo centrale. «Abbiamo scelto di revocare il blocco dei tir poiché abbiamo ricevuto rassicurazioni da parte del prefetto sul fatto che anche noi siederemo ai tavoli nazionali per i confronti sul tema dell’autotrasporto», spiega il presidente dell’Aias, Giuseppe Richichi.
Un cambio di passo netto rispetto a poche ore prima. Fino a stamattina, infatti, durante un infuocato vertice all’interporto di Catania, lo stesso Richichi aveva annunciato la linea dura e lo sciopero a oltranza. In serata, invece, la distensione: «Ha prevalso il buon senso. Abbiamo trovato molti uomini di buona volontà che hanno capito le nostre istanze. E dopo giorni anche di liti, stasera abbiamo trovato l’intesa».



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