
Le sigle nazionali e il Comitato siciliano accettano gli impegni del governo. In Puglia e in Campania una frangia va avanti fino al 27 ottobre, quando è previsto un nuovo tavolo a Roma


Le principali sigle nazionali dell’autotrasporto e alcune organizzazioni autonome, tra cui il Comitato siciliano, hanno annunciato ieri la revoca del fermo dopo l’incontro con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. La decisione poggia su un elenco di impegni che, se mantenuti, accoglierebbero buona parte delle richieste della categoria. Il fronte non è però unito. In Puglia e in Campania una frangia intende proseguire il blocco fino al 27 ottobre, giorno in cui al ministero, a Roma, è previsto un nuovo incontro. «Vediamo se le promesse cominciano a diventare realtà», dicono dalla parte che resta ferma.
In Sicilia il Comitato trasportatori guidato da Salvatore Bella ha deciso di «revocare la sospensione dei servizi». Da questa mattina nei porti dell’isola riprenderà quindi la movimentazione delle merci dalle navi, con effetti attesi soprattutto sulla filiera alimentare, sulla grande distribuzione e sui mercati.
A Catania, invece, la protesta continua. L’Aias, guidata da Giuseppe Richichi, ha mantenuto per tutto il pomeriggio e la sera il blocco alla barriera autostradale di San Gregorio e intende andare avanti almeno fino a stamattina, quando alle 9 all’interporto si deciderà il da farsi. In serata, a causa dei restringimenti, si sono formate lunghe file sulla Tangenziale in direzione dei caselli. Richichi non era stato convocato ufficialmente al tavolo ma è partito comunque per Milano e, a quanto risulta, è riuscito a parlare con il ministro a margine degli incontri. Gli ha sottoposto tre richieste: un tetto al prezzo del gasolio, la defiscalizzazione dei contributi per i dipendenti e un osservatorio sui prezzi per le tariffe della categoria. Gli impegni di Salvini rispondono per ora solo in parte alla prima, attraverso il credito d’imposta.
Se i blocchi dovessero proseguire, resta da capire quale sarà l’atteggiamento delle forze dell’ordine. Il ministro ha chiesto esplicitamente «la rimozione di qualsiasi blocco ancora in corso». Il viceministro Edoardo Rixi, anche lui presente ai tavoli, ha detto che le istanze sono giuste ma che i blocchi non possono essere consentiti «sine die». Anche le sigle nazionali chiedono ora un intervento, se necessario con la forza, per togliere gli ostacoli che impediscono di lavorare a chi vuole farlo.
A Vittoria il Comitato spontaneo dell’autotrasporto dell’area trasformata del Ragusano, che porta la produzione agricola dal grande mercato all’ingrosso alle piattaforme logistiche di mezza Italia, è pronto a riprendere i viaggi. «Vogliamo caricare e partire subito», dice il portavoce Maurizio Biundo, secondo cui i punti fissati al tavolo con Salvini sono soddisfacenti. Ora, aggiunge, lo Stato deve sgomberare chi continua a fermare i camion: a Catania la tensione è alta e i mezzi non passano, mentre le aziende hanno contratti da rispettare e rischiano penali.
Al tavolo con il ministro sedevano Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop produzione e servizi e Sna-Casartigiani. Salvini ha dichiarato di avere sbloccato «un miliardo abbondante di risorse» rimaste ferme per ragioni burocratiche, con pagamenti a 32mila aziende da oggi ed entro novembre. Il primo capitolo è il rimborso immediato del 70 per cento del maggior costo del carburante sostenuto dal 1 marzo al 31 agosto, sotto forma di credito d’imposta: una misura già in vigore ma finora rimasta sulla carta. I pagamenti partiranno da oggi per le imprese che avevano già presentato domanda. Altri 60 milioni sono destinati ai mesi di settembre e ottobre: la piattaforma per le richieste dovrebbe riaprire a novembre e i versamenti sono previsti tra gennaio e febbraio 2027.
Il ministro si è inoltre impegnato a una moral suasion su Eni e sulle altre compagnie per estendere il tetto al prezzo del gasolio anche all’extra rete, cioè ai distributori interni ai parchi mezzi delle aziende più strutturate. Le annualità pregresse del Sea modal shift, l’incentivo per chi imbarca il proprio mezzo pesante, saranno liquidate entro il 10 novembre, e per il 2026 sono stanziati circa 50 milioni. Verrà poi aggiornata la clausola di adeguamento automatico del gasolio, con un meccanismo ispirato al modello spagnolo che consentirà di adeguare il corrispettivo del trasporto alle variazioni del prezzo del carburante. Infine è previsto un fondo da 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare, disponibile dall’inizio del 2027. Il primo momento di verifica sarà il 27 ottobre, nella sede del ministero.



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