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Trasporti, i tir siciliani spengono i motori della protesta: revocato il blocco, ma resta lo stato di agitazione

- 20/10/2026
Trasporti, i tir siciliani spengono i motori della protesta: revocato il blocco, ma resta lo stato di agitazione
Trasporti, i tir siciliani spengono i motori della protesta: revocato il blocco, ma resta lo stato di agitazione
Trasporti, i tir siciliani spengono i motori della protesta: revocato il blocco, ma resta lo stato di agitazione

I tir tornano a viaggiare in Sicilia. Il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha ufficialmente revocato il fermo dei servizi che minacciava di paralizzare la logistica dell’Isola, lanciando un segnale di disgelo al governo. La fumata bianca è arrivata al termine di un lungo e serrato confronto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: le istanze della categoria sono state accolte quasi in toto, sebbene l’associazione di categoria precisi che le aziende rimarranno in stato di agitazione fino alla risoluzione definitiva degli ultimi nodi aperti.

Sul tavolo delle trattative, durate oltre due ore e mezza con il viceministro Edoardo Rixi, sono stati messi a segno punti cruciali. Il Mit si è impegnato a rendere immediatamente operativi tre pilastri dell’accordo: lo sblocco di 430 milioni di euro per il credito d’imposta sul gasolio (che dovranno essere resi subito spendibili nel cassetto fiscale), l’erogazione di 104 milioni di fondi arretrati per il Sea Modal Shift relativi alle annualità 2023-2026, e lo stanziamento di ulteriori 50 milioni per il 2026/2027. Il Cts ha inoltre ottenuto una conquista politica rilevante: l’inclusione stabile in tutti i tavoli istituzionali dedicati alla mobilità, compresa la nuova Consulta.

«La soddisfazione è solo parziale perché i provvedimenti devono ancora diventare operativi», ha ammesso il viceministro Rixi, confermando lo sblocco dei 480 milioni sulle indennità carburante fino ad agosto e di altri 60 milioni per settembre e ottobre. L’obiettivo strutturale, ha spiegato Rixi, è trovare un meccanismo in grado di spalmare i rincari del gasolio sull’intera filiera, evitando che schiaccino unicamente l’autotrasporto. I segnali di distensione, intanto, si allargano a macchia d’olio e sono attesi anche in Puglia, Calabria e parte della Campania. Le parti si sono date una decina di giorni di tempo per arrivare a una proposta concreta.

Restano però due scogli, impossibili da superare nell’immediato. Per questi, il ministro Matteo Salvini ha garantito l’impegno diretto del governo: con l’avvio del Tavolo permanente del Meridione verranno cercate le coperture necessarie per prolungare di altri quattro mesi il credito d’imposta sul gasolio e per introdurre contributi mirati a calmierare i costi dei traghetti sullo Stretto di Messina.

Un’apertura di credito che i trasportatori accolgono con pragmatismo. «Vogliamo tornare a lavorare e non penalizzare ulteriormente il territorio, ma la revoca del fermo non è una cambiale in bianco», avverte la sigla sindacale, promettendo un monitoraggio serrato sulle tempistiche e sull’effettiva istituzione del tavolo per il Sud.

A tirare un sospiro di sollievo è l’intera economia isolana. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha espresso piena soddisfazione per l’intesa, che evita pesanti ripercussioni sul tessuto produttivo: «Ringrazio il ministro Salvini, con il quale avevo interloquito nei giorni scorsi. Il confronto ha dato risultati positivi. Da parte nostra, abbiamo già previsto ulteriori risorse per il settore nelle variazioni di bilancio attualmente all’esame dell’Ars».

Trasporti, i tir siciliani spengono i motori della protesta: revocato il blocco, ma resta lo stato di agitazione
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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.