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La protesta per la scuola arriva in Sicilia. E a Messina si perdono duemila studenti in un anno

- 16/10/2026
La protesta per la scuola arriva in Sicilia. E a Messina si perdono duemila studenti in un anno

Manifestazioni a Palermo e Siracusa contro le politiche del governo. Il ministro Valditara rivendica gli investimenti nell’Isola, mentre nel Messinese la Cisl denuncia spopolamento, riduzione degli organici e problemi nell’edilizia scolastica.

La protesta per la scuola arriva in Sicilia. E a Messina si perdono duemila studenti in un anno
La protesta per la scuola arriva in Sicilia. E a Messina si perdono duemila studenti in un anno
La protesta per la scuola arriva in Sicilia. E a Messina si perdono duemila studenti in un anno

A Palermo il ministro Giuseppe Valditara presenta i risultati raggiunti dalla scuola siciliana. Fuori dai Cantieri culturali della Zisa, un migliaio di studenti attraversa la città contestando le sue politiche. Due rappresentazioni della stessa scuola, andate in scena mercoledì 14 ottobre, durante gli Stati generali dell’Istruzione promossi dalla Regione Siciliana. Da una parte i finanziamenti, i progetti e i risultati illustrati dal governo. Dall’altra le condizioni denunciate dagli studenti, che contestano il costo dell’istruzione, le riforme e le carenze del sistema pubblico.

La mobilitazione ha raggiunto anche Siracusa. Venerdì 16 ottobre gli studenti hanno organizzato un corteo partito alle 9.30 da piazza Euripide, aderendo al No Meloni Day, la giornata nazionale di protesta che si richiama alle manifestazioni francesi. L’iniziativa è stata promossa da Opposizione studentesca alternativa, che chiede il ritiro delle misure sul limite degli alunni stranieri nelle classi, maggiori finanziamenti per l’edilizia scolastica e una revisione delle riforme riguardanti gli istituti tecnici e professionali. Nelle rivendicazioni compaiono anche il caro vita e l’aumento dei costi dei trasporti.

Ma la crisi della scuola siciliana ha numeri che vanno oltre le manifestazioni.

A Messina, appena tre giorni prima della mobilitazione nazionale, la Cisl Scuola ha denunciato un dato particolarmente preoccupante: la provincia avrebbe perso circa duemila alunni in un solo anno. Lo ha riferito Matteo Manetta, segretario generale della Cisl Scuola Messina, durante l’undicesima Giornata nazionale delle rappresentanze sindacali e dei delegati, organizzata all’Istituto Minutoli. Il fenomeno, secondo il sindacato, è il risultato della denatalità e dell’emigrazione delle famiglie verso le regioni settentrionali. Una contrazione demografica che modifica l’organizzazione della scuola, incidendo sugli organici e sulla distribuzione degli istituti. Il territorio messinese ha già perso sette istituzioni scolastiche in occasione del precedente dimensionamento. E il calo delle iscrizioni rischia di produrre ulteriori accorpamenti, con conseguenze particolarmente pesanti nei comuni più piccoli della provincia.

Il ragionamento della Cisl riguarda anche le condizioni degli edifici e la stabilità del personale. Il segretario generale territoriale Antonino Alibrandi ha riconosciuto l’avvio di importanti interventi di recupero e ammodernamento dei plessi, ricordando tuttavia che rimangono problemi di manutenzione e sicurezza. Sono questioni che attraversano il dibattito nazionale e che nel Messinese assumono caratteristiche precise. La diminuzione della popolazione scolastica rischia di tradursi in una progressiva riduzione dell’offerta formativa proprio nei territori che soffrono maggiormente lo spopolamento. Nel frattempo, agli Stati generali di Palermo, Valditara ha rivendicato oltre 2,1 miliardi di euro stanziati dal 2022 per l’istruzione siciliana, dei quali più di 1,15 miliardi destinati all’edilizia scolastica. Il ministro ha inoltre indicato una riduzione della dispersione scolastica esplicita nell’Isola dal 18,8 per cento del 2022 al 13,7 per cento del 2025, prevedendo un ulteriore miglioramento per il 2026. Si tratta dei dati comunicati dal governo durante la manifestazione istituzionale.

Le cifre pongono un problema di verifica territoriale: quanto delle risorse annunciate si è già tradotto in interventi completati? Quali istituti attendono ancora lavori? E come si concilia il miglioramento degli indicatori regionali con la progressiva perdita di studenti nei territori provinciali?

A Messina lo sciopero nazionale del 16 ottobre è stato formalmente comunicato dalle istituzioni scolastiche. L’Istituto comprensivo Mazzini ha pubblicato la circolare relativa alla mobilitazione del personale, mentre l’Istituto comprensivo Paradiso ha diffuso informazioni sulle variazioni dell’organizzazione didattica. Non risultano invece, dalle fonti finora verificate, elementi sufficienti per confermare un corteo studentesco cittadino paragonabile a quelli di Palermo e Siracusa. La discussione sulla scuola messinese rimane aperta anche sul piano sindacale. Sul tavolo della Cisl figurano il rinnovo contrattuale, il recupero del potere d’acquisto, il precariato e le condizioni degli edifici. Il dato provinciale dei duemila alunni perduti e quello delle sette istituzioni scolastiche già soppresse per effetto del dimensionamento costituiscono due elementi concreti attorno ai quali si concentrerà il confronto sull’organizzazione della rete scolastica.

La protesta per la scuola arriva in Sicilia. E a Messina si perdono duemila studenti in un anno
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Giuseppe Bevacqua
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Giuseppe Bevacqua è giornalista e direttore di Voce di Popolo, laureato in Economia e abilitato dottore commercialista. Si occupa di cronaca, politica, amministrazione pubblica e approfondimenti, con particolare attenzione a Messina e alla Sicilia. Cura analisi, inchieste e commenti sui temi di interesse pubblico e sulle dinamiche del territorio.