


Sono ore di profonda riflessione e di divisioni interne per la sezione messinese di Fratelli d’Italia. Al centro del dibattito c’è il controverso rapporto con “Sud chiama Nord” (ScN), un tema che sta spaccando il partito tra chi invoca una convergenza totale su tutti i fronti e chi, invece, alza le barricate a livello locale. La miccia è stata accesa dalla recente notizia di un’intesa nazionale tra i due schieramenti in vista delle prossime elezioni politiche.
L’ala favorevole: “Compiacimento per il ravvedimento di De Luca”
A benedire l’asse con ScN è il Circolo territoriale “Messina Centro Storico” di Fratelli d’Italia, guidato dal presidente Salvatore Dino Melluso. Attraverso una nota ufficiale, il circolo esprime “vivo compiacimento” per l’accordo politico nazionale.
I meloniani del centro storico sottolineano positivamente quello che definiscono un “ravvedimento operoso” del leader di Sud chiama Nord. Dopo anni di “accesa contrapposizione, spesso esacerbata nei toni”, il circolo accoglie con favore il nuovo atteggiamento di Cateno De Luca nei confronti della premier Giorgia Meloni e dell’intera classe dirigente di FdI. Un disgelo così profondo da far accettare di buon grado persino l’ipotesi dell’ingresso di ScN nel costituendo gruppo parlamentare alla Camera del Commissario regionale Luca Sbardella.
L’auspicio della fazione guidata da Melluso è chiaro: non limitare l’intesa ai palazzi romani, ma estendere il patto anche a livello regionale (Palermo) e cittadino (Messina).
Il muro di Gioveni: “A Palazzo Zanca restiamo all’opposizione”
Di tutt’altro avviso è Libero Gioveni, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio Comunale di Messina. Proprio questa mattina, dai corridoi di Palazzo Zanca, Gioveni ha ribadito una chiusura netta a qualsiasi alleanza o ammorbidimento locale nei confronti dell’amministrazione targata ScN.
Il capogruppo traccia un confine netto tra le strategie romane e le battaglie sul territorio: “A Messina non cambia nulla. Continuiamo a fare opposizione”. Per Gioveni la linea del partito in città non deve subire contraccolpi: “È ovvio che le dinamiche nazionali sono distinte da quelle cittadine e da quelle regionali”, ha chiosato, blindando di fatto il ruolo di antagonista della sua compagine consiliare.
Il vertice chiarificatore
Per tentare di ricucire questa evidente spaccatura e definire una rotta condivisa, i vertici del partito messinese si riuniranno domani in un vertice cruciale. L’incontro servirà a mettere sul tavolo le due visioni diametralmente opposte e a cercare una sintesi tra l’entusiasmo di chi guarda a una maxi-alleanza e la prudenza di chi, sul territorio, non vuole rinunciare al proprio ruolo di ferma opposizione.




Segui Voce di Popolo su Google
Aggiungici alle tue Fonti preferite per trovare più facilmente le nostre notizie su Google.







