
Capolinea e 32 stalli su un’area in affitto per nove anni dall’ideatore del Sud Innovation Summit. Ma non era la scelta più redditizia per ATM. Le opposizioni chiedono perché, nel 2023, il termine per le offerte fu così breve



Un nuovo capolinea per i bus e 32 posti auto a Torre Faro, su un terreno che l’Azienda trasporti di Messina (Atm) ha preso in affitto per nove anni senza acquistarlo né espropriarlo: alla vigilia dell’audizione dei vertici dell’azienda in commissione consiliare, il caso dell’hub di via Circuito arriva sul tavolo dell’opposizione, che vuole sapere come e perché, oltre tre anni fa, sia stata scelta proprio quell’area.
Sul piatto ci sono 330mila euro di canone per i nove anni, destinati al proprietario, l’imprenditore Roberto Ruggeri, ideatore per tre edizioni consecutive del Sud Innovation Summit, la manifestazione su cui il Comune guidato dal sindaco Federico Basile ha investito, ricordano le opposizioni, oltre mezzo milione di euro. A questa cifra si aggiungono circa 315mila euro di lavori: in tutto, oltre 600mila euro di denaro pubblico. La coordinatrice regionale di +Europa Palmira Mancuso precisa che il riferimento a Ruggeri «non è di per sé un’accusa», ma una ragione in più per chiedere trasparenza. A questa precisazione ci accodiamo completamente.
Il primo nodo è il tempo. L’avviso con cui l’Atm ha chiesto la disponibilità di terreni in via Circuito è stato pubblicato l’11 maggio 2023 e fissava la scadenza otto giorni più tardi, intorno al 19 maggio. Tre le offerte arrivate. Otto giorni per un impegno che vincola l’azienda per nove anni e costa più di seicentomila euro: i consiglieri comunali del Pd Alessandro Russo, Antonella Russo e Mariella Perrone, insieme a Mancuso, chiedono perché una finestra così stretta. E quale fretta ci fosse, visto che dopo quel termine i tempi si sono dilatati. Lo studio di prefattibilità dell’ingegnere Giuseppe Pavone, incaricato dall’Atm di valutare le offerte, è datato aprile 2024, quasi un anno più tardi. Il progetto è stato presentato nel settembre 2025 dalla presidente dell’Atm Chiara Sterrantino, che ne prometteva la conclusione «entro la prossima estate». I lavori sono stati consegnati solo nelle ultime settimane. Una spiegazione ufficiale sull’avviso di otto giorni, per ora, non c’è.
Non è l’Atm di oggi quella che decise. All’epoca presidente era Carla Grillo, e il via libera del consiglio di amministrazione, ricordano i consiglieri del Pd, non fu unanime. A votare contro fu Salvatore Ingegneri.
Dalle carte si ricostruirebbe il perché della scelta. Come scrive Gazzetta del Sud sull’edizione di oggi, il primo terreno, tra via Palazzo e via Circuito, è stato escluso per «l’estrema vicinanza dell’area indicata con la pila della sponda messinese» del Ponte sullo Stretto. Una ipotesi cautelativa quindi in previsione dell’effettiva realizzazione del progetto del Ponte.
Restavano due contendenti. Quello di fronte al Capo Peloro Resort, 2.300 metri quadrati e 94 stalli, che avrebbe garantito ricavi annui ipotizzabili per 46mila euro, cifra in grado di coprire il canone richiesto; un’area che l’Atm conosce bene in quanto lo aveva già usato come parcheggio temporaneo nell’estate 2023, quando Torre Faro ospitò il festival di Rds. Il limite, però, secondo lo studio effettuato e firmato da Pavone, sarebbe la distanza di circa 300 metri dal capolinea della navetta: l’area non avrebbe, quindi, la piena caratteristica di parcheggio di interscambio e risulterebbe «poco appetibile», adatta a un uso immediato ma limitato alla stagione estiva o agli eventi. Soli 300 metri di distanza hanno cambiato tutto.
Il terreno di Ruggeri, all’incrocio tra via Circuito e via Nuova, è più piccolo: 1.700 metri quadrati e 68 stalli, scesi a 32 dopo la decisione dell’Atm di ricavarne quattro per gli autobus, con ricariche elettriche. Si trova a una quota più bassa del piano stradale: vanno rimossi alcuni alberi, costruiti muri di sostegno e rampe di ingresso e di uscita, per cui, scrive Pavone, comporta maggiori costi al metro quadro. I ricavi stimati scendono a 33mila euro l’anno, meno del canone proposto dai proprietari: diviso per i nove anni, quel canone equivale a circa 36.700 euro annui. Il tecnico indica però una via, il duplice utilizzo dell’area come hub per i bus con sistemi di ricarica e come parcheggio sulla superficie residua, per «massimizzare l’investimento». Ed è questa la strada seguita dall’Atm, che ha scelto il terreno di Ruggeri perché “ritenuto il più adatto a fare da capolinea”. 300 metri di distanza in meno, minore produttività, maggiore costo di realizzazione a metro quadro…
Resta il nodo dell’affitto. Secondo i consiglieri del Pd, l’azienda costruisce un’opera permanente su un terreno incolto che non le appartiene e ne accresce così il valore a vantaggio del proprietario; un esproprio, a loro giudizio, sarebbe costato con ogni probabilità meno. Hanno annunciato una richiesta di accesso agli atti, con +Europa, e si riservano iniziative anche davanti alla Corte dei conti.
Martedì, in quarta commissione consiliare, è già prevista l’audizione dei vertici dell’Atm. Fratelli d’Italia, con i consiglieri Libero Gioveni e Dario Carbone, ha chiesto che sia convocato anche l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Caminiti; Pippo Capurro e Marcello Scurria, del gruppo Scurria sindaco, lunedì chiederanno gli atti. Sull’avviso di otto giorni, per ora, nessuna spiegazione. Forse arriverà martedì.









