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Milazzo, i dubbi sulla nomina di Santa Lombardo a Garante dell’infanzia

Milazzo, i dubbi sulla nomina di Santa Lombardo a Garante dell'infanzia
Milazzo, i dubbi sulla nomina di Santa Lombardo a Garante dell'infanzia
Milazzo, i dubbi sulla nomina di Santa Lombardo a Garante dell'infanzia
Milazzo, i dubbi sulla nomina di Santa Lombardo a Garante dell'infanzia

L'attivista sociale Saverio Todaro solleva interrogativi sui requisiti di indipendenza e sui potenziali conflitti legati all'incarico

A Milazzo, negli ultimi giorni, si nominano esperti, si affida la protezione dei dati a un DPO e si annuncia il nuovo Garante dell’infanzia e dell’adolescenza. Tutto rassicurante. Poi si apre il regolamento e l’indipendenza smette di essere una bella parola: diventa un requisito da verificare. Lo dichiara Saverio Todaro, attivista sociale e già candidato al Consiglio comunale di Milazzo, sollevando interrogativi sulla nomina di Santa Lombardo. Todaro spiega di aver sostenuto per anni l’istituzione di questo ufficio, ma di porsi alcune domande sulla nomina, soprattutto pensando alle famiglie che dovranno rivolgersi alla Garante quando avranno un problema con un servizio pubblico. Nel comunicato viene citato l’articolo 3, lettera d), del regolamento, che dispone: «Il Garante è un organo monocratico. L’incarico è incompatibile con la funzione di Amministratore o dipendente o titolare di cariche pubbliche elettive del Comune di Milazzo. È esclusa la nomina nei confronti del coniuge, ascendenti, discendenti, parenti ed affini fino al secondo grado di amministratori comunali». Todaro osserva che le parole contano, evidenziando che un impiego nell’ASP non coincide con un impiego comunale e un dirigente non è automaticamente un amministratore politico, e che per sostenere una violazione di questa clausola servono presupposti precisi. Restano però, secondo l'attivista, gli altri requisiti del regolamento, ovvero «notoria indipendenza» e «figura terza di garanzia», ed è su questo terreno che vengono chieste spiegazioni. Santa Lombardo risulta operare al Consultorio familiare di Milazzo. Todaro pone l'interrogativo su come verrebbe gestito l'incrocio qualora, come Garante, segnalasse una famiglia alla Procura minorile e successivamente, su richiesta del Tribunale per i minorenni, fosse chiamata a valutarne le competenze genitoriali o a seguirne il recupero, richiamando l'articolo 26 del Codice degli psicologi che richiede di evitare nuovi interventi quando la natura dei precedenti rapporti possa comprometterne credibilità ed efficacia. Viene inoltre menzionata la posizione del fratello, Domenico “Gianni” Lombardo, a cui la determina sindacale n. 133 del 17 ottobre 2025 ha affidato «Affari Generali e Servizi Sociali», evidenziando il quesito su come il Comune assicurerebbe un esame indipendente nel caso in cui una famiglia contestasse proprio l'operato di quel settore. Todaro conclude auspicando che arrivino risposte documentate e annunciando di aver chiesto un incontro alla segretaria generale Andreina Mazzù, alla quale si farà accompagnare da un consigliere comunale.

Milazzo, i dubbi sulla nomina di Santa Lombardo a Garante dell'infanzia
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