

Un silenzio irreale, spezzato solo dalla commozione di un’intera comunità che non riesce a rassegnarsi a una perdita così prematura. Messina ha dato oggi il suo ultimo saluto a Rebecca Galli, la studentessa di soli 17 anni che ha perso la vita in seguito al tragico schianto avvenuto lo scorso 24 settembre lungo la nuova via Don Blasco.
La navata della chiesa di San Domenico faticava a contenere la folla. A stringersi intorno al dolore dei familiari c’erano i parenti, gli amici di sempre e una marea di giovanissimi. I banchi erano gremiti dai compagni di classe del liceo Archimede, dove Rebecca frequentava il quarto anno dell’indirizzo linguistico. Con loro anche i professori e la dirigente scolastica, uniti in un cordoglio composto ed evidente. In prima fila, vicinissima ai genitori, sedeva Giusy Morsicato, la docente di educazione motoria con la quale la ragazza aveva instaurato un legame speciale.
A presiedere le esequie è stato padre Francesco Narcisi, parroco di San Domenico e guida spirituale della famiglia Galli, che ha cercato di offrire conforto a una platea devastata dall’ingiustizia di una vita interrotta. In rappresentanza delle istituzioni cittadine era presente l’assessore Massimo Finocchiaro, delegato dal sindaco Federico Basile, il quale ha voluto incontrare i familiari in forma strettamente privata prima dell’inizio della liturgia.
Il ricordo dei giorni felici tra i banchi fa da contraltare alla drammatica cronaca di queste settimane. Il cuore di Rebecca ha smesso di battere il 25 settembre nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Messina, dove era arrivata in condizioni disperate. La giovane viaggiava come passeggera sullo scooter guidato da un amico sedicenne quando, nel tratto stradale compreso tra le rotatorie di viale Europa e via Santa Cecilia, il mezzo a due ruote si è scontrato violentemente con una Volkswagen Taigo.
Spetta ora agli inquirenti fare piena luce sulla dinamica dello schianto. Gli agenti della Polizia municipale, coordinati dalla Procura, stanno portando avanti i rilievi per ricostruire con esattezza gli istanti dell’impatto e accertare le responsabilità di una tragedia che ha lasciato un vuoto incolmabile.







