

Il Tribunale di Patti fa calare il sipario sul maxiprocesso “Nebrodi 2“, la vasta inchiesta che ha scoperchiato il sistema di frodi sui fondi europei destinati all’agricoltura. Il bilancio del verdetto è imponente: 45 condanne per un totale di 324 anni di reclusione a fronte di 53 persone e 5 imprese agricole finite alla sbarra. C’è però uno snodo giuridico cruciale nel dispositivo: i giudici hanno escluso per tutti gli imputati l’aggravante dell’agevolazione all’associazione mafiosa.
Il collegio giudicante, presieduto da Monica Marino con a latere Eugenio Aliquò e Gianluca Corona, pur ridimensionando il quadro associativo di stampo mafioso, ha riconosciuto la solidità dell’impianto accusatorio per una lunga serie di reati, confermando le condanne per truffe all’Unione Europea, estorsioni e traffico di droga.
Le pene più severe si sono abbattute sulle figure di spicco individuate dall’inchiesta. Spiccano, tra le altre, le condanne a 23 anni per Sebastiano Bontempo Scavo (inteso “piricoco”), a oltre 22 anni per Vincenzo Galati Giordano (“lupin”) e a 20 anni per Giuseppe Bontempo (“batoia”), Carmelo Bontempo Scavo (“pittinissa”) e Sebastiano Bontempo Scavo (“spacchiusu”).
A fronte della pioggia di condanne, il Tribunale ha anche pronunciato nove assoluzioni totali per imputati risultati estranei ai fatti contestati o per insussistenza del fatto stesso.
Di seguito il dettaglio del dispositivo della sentenza.
Le condanne inflitte:
- Sebastiano Bontempo Scavo (“piricoco”): 23 anni (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Vincenzo Galati Giordano (“lupin”): 22 anni, 2 mesi e 20 giorni
- Giuseppe Bontempo (“batoia”): 20 anni
- Carmelo Bontempo Scavo (“pittinissa”): 20 anni (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Sebastiano Bontempo Scavo (“spacchiusu”): 20 anni (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Carmelo Galati Massaro (“grillaru”): 18 anni
- Alfio Cammareri: 16 anni e 8 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Antonino Calabrese: 12 anni
- Cesare Costanzo Zammataro: 12 anni (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Signorino Conti Taguali: 10 anni e 10 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Basilio Lionetto: 10 anni e 6 mesi
- Daniele Antonino Faranda: 7 anni e 2 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Salvatore Bontempo Scavo (“avvocato”): 6 anni e 8 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Salvatore Aurelio Faranda: 6 anni e 8 mesi
- Sebastiano Galati Giordano: 6 anni (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Maria Destro Mignino: 5 anni e 10 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Paolo Cancelliere: 5 anni e 5 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Salvatore Gulino: 4 anni e 8 mesi
- Salvatore Antonino Basile Gigante: 4 anni e 6 mesi
- Antonino Maurizio Liuzzo Scorpo: 4 anni e 6 mesi
- Alfio Pillera: 4 anni e 6 mesi
- Giuseppe Furnari: 4 anni, 5 mesi e 10 giorni
- Marika Messina: 4 anni e 2 mesi
- Filippo Nicholas Faranda: 4 anni
- Placido Galvagno: 4 anni (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Salvatore Giallanza: 4 anni
- Saverio Marcinnò: 4 anni (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Luisa Germanà: 3 anni e 9 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Davide Brugaletta: 3 anni e 8 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Massimo Giuseppe Faranda: 3 anni e 6 mesi
- Francesco Princiotta: 3 anni e 6 mesi
- Andrea Pizzino: 3 anni e 5 mesi
- Sebastiano Craxì: 3 anni e 4 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Roberto Salvatore Parlagreco: 3 anni e 4 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Carmela Puglisi: 3 anni e 4 mesi (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Antonino Puliafito: 3 anni e 4 mesi
- Giuseppe Silvestro: 3 anni e 4 mesi
- Renis Haka: 3 anni e 3 mesi
- Rosario Bontempo Scavo: 3 anni e 2 mesi
- Antonina Merilin Calà Lesina: 3 anni e 1 mese (assoluzione parziale per alcuni capi)
- Giuseppa Messina: 3 anni e 1 mese
- Rosario Attilio Lucio Crascì: 3 anni
- Gaetano Faranda: 3 anni
- Daniele Monastra Ciarello: 3 anni (condannato per alcuni capi, assolto per altri)
- Giuseppe Costanzo Zammataro (del 1989): 2 anni e 4 mesi
Le assoluzioni totali:
- Giuseppe Bontempo Scavo (“pirapappete”): assolto per non aver commesso il fatto
- Leone Faranda: assolto per non aver commesso il fatto
- Rosario Iuculano: assolto per non aver commesso il fatto
- Daniele Monastra Ciarello: assolto perché il fatto non sussiste (in riferimento a specifiche imputazioni scisse dalla condanna di cui sopra)
- Carmelo Vitale: assolto per non aver commesso il fatto
- Nunzio Zaiti: assolto per non aver commesso il fatto
- Carmelino Zingales: assolto per non aver commesso il fatto
- Giuseppe Costanzo Zammataru (“pitrinu”): assolto per non aver commesso il fatto
- Salvatore Giglia: assolto perché il fatto non sussiste








