
Allerta massima del Ministero della Salute anche sullo Stretto. Temperature percepite vicine ai 40 gradi e minime notturne elevatissime. Domenica Messina resterà ancora in rosso, poi è attesa una graduale attenuazione. Il Mediterraneo è tra le aree più vulnerabili al riscaldamento climatico.

Il Nord comincia a respirare. Il Sud ancora no. L’ultimo fine settimana di agosto divide l’Italia in due e lascia buona parte del Mezzogiorno sotto una cappa di caldo intenso che si fa sentire soprattutto in Sicilia e Calabria. Oggi, sabato 29 agosto, sono sei le città contrassegnate dal bollino rosso del Ministero della Salute: Bari, Catania, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Roma. Il livello 3 è il massimo previsto dal sistema nazionale di allarme per le ondate di calore. Non significa soltanto disagio. Il Ministero chiarisce che il livello rosso segnala condizioni di emergenza in grado di provocare effetti negativi anche sulle persone sane e attive, oltre che sulle categorie tradizionalmente più vulnerabili: anziani, bambini molto piccoli e malati cronici. E Messina resta tra le città più esposte.
Il Comune aveva già diramato giovedì 27 agosto l’allerta per venerdì e sabato, sulla base del bollettino ministeriale, indicando temperature percepite prossime ai 40 gradi e comunque nettamente superiori ai 35. Contestualmente è stato attivato il monitoraggio previsto dal Piano Emergenza Caldo, in raccordo con Protezione civile e Servizi sociali.
Messina, il problema continua anche di notte
Il dato più pesante non è soltanto quello delle ore centrali della giornata. È ciò che accade quando il sole tramonta. Le temperature notturne restano infatti molto alte. Le previsioni aggiornate indicano per Messina una minima attorno ai 28 gradi e una massima nell’ordine dei 33-34 gradi. In Sicilia, oggi, le minime previste risultano diffusamente elevatissime: a Messina 28 gradi, a Catania 28,5 e a Palermo 28,4. Sono valori che rendono pienamente appropriato parlare di notti tropicali, cioè notti nelle quali la temperatura non riesce a scendere sufficientemente per consentire agli edifici, alle strade e soprattutto all’organismo umano di disperdere il calore accumulato durante il giorno.
Per gli anziani, per chi soffre di patologie cardiovascolari o respiratorie e per le persone non autosufficienti il problema diventa ancora più serio. Non è soltanto questione di dormire male: l’esposizione prolungata al caldo, senza un reale recupero notturno, aumenta lo stress termico sull’organismo. Il Comune raccomanda infatti di evitare l’esposizione nelle ore più calde, ridurre l’attività fisica all’aperto, bere frequentemente e, per le persone fragili, trascorrere le ore più critiche in ambienti climatizzati o comunque freschi. È inoltre attivo il numero nazionale 1500 per le informazioni relative alle ondate di calore. Nessuna disposizione da parte del Comune per alleviare concretamente il disagio di chi non ha modo di “mettersi al riparo”, ovvero coloro che non dispongono di condizionatore e sono costretti a subire interamente il disagio di queste continue ondate di calore. Così come nulla per le zone di maggior turismo: alcune città hanno installato dispositivi di raffrescamento con acqua nebulizzata. Nulla a Messina, solo raccomandazioni.
Domenica ancora rosso, poi il caldo dovrebbe arretrare
L’emergenza non terminerà con la giornata di oggi. Secondo l’ultimo quadro disponibile, domenica 30 agosto Messina resterà ancora in bollino rosso insieme a Catania, Palermo e Reggio Calabria, mentre Bari e Roma scenderanno di livello. Le previsioni meteorologiche indicano però un graduale ridimensionamento dell’ondata a partire dall’inizio della prossima settimana. Oggi al Sud sono ancora possibili punte attorno ai 39-40 gradi, soprattutto nelle zone interne di Sicilia e Calabria, mentre tra domenica e lunedì l’aria più fresca dovrebbe lentamente spingere verso sud-est la massa d’aria africana. Per Messina il calo sarà progressivo, non brusco. Le temperature resteranno estive e le notti ancora molto calde, ma tra lunedì e martedì è attesa una diminuzione rispetto ai valori estremi di queste ore.
Non basta più parlare di una semplice “coda dell’estate”
Una singola ondata di calore non può essere attribuita automaticamente e isolatamente al cambiamento climatico. Ma il quadro generale nel quale questi fenomeni si inseriscono è ormai scientificamente molto solido.
L’IPCC considera il Mediterraneo una delle aree particolarmente vulnerabili ai rischi climatici. La temperatura superficiale media della regione mediterranea risulta già circa 1,5 gradi superiore ai livelli preindustriali, mentre le siccità sono diventate più frequenti e intense soprattutto nel Mediterraneo settentrionale. Dal principio degli anni Ottanta, inoltre, la superficie del mare Mediterraneo si è riscaldata a un ritmo stimato tra 0,29 e 0,44 gradi per decennio. Il punto, dunque, non è sostenere che ogni giornata da 40 gradi rappresenti da sola la prova del cambiamento climatico. Il punto è la frequenza, la durata e l’intensificazione degli estremi. E soprattutto le notti. Quando alla fine di agosto una città costiera come Messina arriva all’alba con temperature prossime ai 28 gradi, il caldo smette di essere soltanto una questione meteorologica e diventa un problema sanitario e sociale. Perché chi possiede una casa climatizzata può difendersi. Chi vive solo, chi è anziano, chi ha problemi di salute o abita in un appartamento che accumula calore ha molte meno possibilità. Ed è proprio su questa fascia di popolazione che un’emergenza climatica si trasforma, rapidamente, in un’emergenza di salute pubblica. E sull’efficacia effettiva del Piano Anticaldo del Comune di Messina abbiamo già scritto.








