
Dopo il caso di difterite accertato a Palermo, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina prende provvedimenti di massima urgenza. Fino al 15% di non vaccinati in provincia. Multe in arrivo e segnalazioni in Procura per i camici bianchi che incitano all’evasione dell’obbligo.

La tragedia di Anna Rosa, la bambina morta per difterite a Palermo, e con i genitori ora iscritti nel registro degli indagati, ha lanciato un allarme che lampeggia in tutta la Sicilia. Così come anche a Messina dove si apprende che i numeri dell’Azienda Sanitaria Provinciale delineano un quadro sconfortante. A segnalarlo è lo stesso direttore generale, Giuseppe Cuccì, che non esita a definire il quadro vaccinale a Messina preoccupante. La città dello Stretto, infatti, deterrebbe il record siciliano di non vaccinati.
I dati parlano chiaro: in regola c’è solo il 78,98% dei soggetti. A livello provinciale la copertura si ferma sotto la soglia di sicurezza dell’85%, certificando che il 15% delle famiglie evade l’obbligo di legge sulle 10 vaccinazioni previste. Tra questi, ben 543 bambini risultano totalmente inadempienti rispetto alle somministrazioni esavalenti, che includono proprio l’antidifterite. Nonostante un incoraggiante incremento del 13% registrato nell’ultimo anno, il gap da colmare resta critico.
La reazione dell’Asp si muove ora su un doppio binario, incrociando l’anagrafe scolastica. Per i bambini nella fascia 0-6 anni scatta l’esclusione immediata dalle aule. Per i più grandi, dai 6 ai 16 anni, si apre invece l’iter delle segnalazioni formali al sindaco, massima autorità sanitaria locale, con l’irrogazione di sanzioni che superano i 500 euro, reiterabili fino al pieno adempimento.
La macchina organizzativa passa all’offensiva: da oggi l’Asso, la società incaricata della gestione delle liste d’attesa, contatterà capillarmente ogni singolo inadempiente, fissando d’ufficio la prenotazione per l’inoculazione. Chi si rifiuterà dovrà comunque presentarsi all’Asp, dove verrà compilata una scheda di diniego destinata a finire dritta sulle scrivanie del sindaco e della Procura. Per accelerare la campagna, l’Azienda invierà lettere mirate a pediatri e medici di base, chiamati a essere i terminali attivi sul territorio per divulgazione e somministrazione, mentre si metteranno in moto camper mobili per portare le vaccinazioni direttamente nei quartieri.
Ma la stretta più dura riguarda chi rema contro dall’interno. L’Asp ha annunciato il pugno di ferro contro i medici “no-vax”. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite le prese di posizione sui social network di alcuni professionisti, talvolta figure autorevoli, che incitano i pazienti a sottrarsi alle regole vaccinali criticando la campagna e i controlli. Saranno inesorabilmente segnalati all’Ordine dei medici e alla Procura.
L’impegno per queste ore è focalizzato su “un’accurata attività di acquisizione nell’immediatezza e sul luogo del fatto di una serie di elementi“, ha detto a Gazzetta del Sud Giuseppe Cuccì, passaggi definiti “indispensabili per la ricostruzione della dinamica dell’episodio e per individuare” tempestivamente ruoli e responsabilità. Un avvertimento chiaro: sulla salute pubblica, e sulla disinformazione medica, non sono più ammessi passi falsi.







