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Controesodo, Boccetta in tilt: a Messina tornano i cartelli di carta mentre la segnaletica moderna, ideata dall’ex comandante Blasco, resta in magazzino

- 21/08/2026

Traffico congestionato verso gli imbarcaderi e indicazioni poco visibili lungo viale della Libertà. I grandi pannelli realizzati nel 2023 su impulso dell’ex comandante Stefano Blasco, dotati anche di freccia orientabile, non vengono utilizzati. E nel fine settimana si attende una nuova ondata di rientri

MESSINA – Il controesodo entra nella fase più delicata e Messina torna a fare i conti con uno dei suoi problemi più antichi: migliaia di automobili devono attraversare pezzi importanti della città per raggiungere gli imbarcaderi e basta che qualcosa nella macchina organizzativa non funzioni perché il traffico si trasformi rapidamente in una trappola.

È accaduto anche ieri, giovedì 20 agosto, quando il viale Boccetta, principale uscita autostradale del centro e direttrice naturale per chi deve raggiungere la Rada San Francesco o gli imbarcaderi FS, si è praticamente bloccato sotto il peso delle auto dirette ai traghetti. Una situazione che rischia di ripetersi oggi e, soprattutto, nel fine settimana.

I segnali c’erano già. Il 18 agosto le code agli imbarcaderi avevano superato il viale della Libertà raggiungendo Boccetta, con tempi di attesa indicati in oltre due ore. Il giorno successivo, intorno alle 19, venivano ancora segnalate circa due ore di attesa, con la fila che partiva dallo svincolo autostradale e interessava anche la tangenziale.

E il peggio potrebbe non essere ancora passato. Le previsioni nazionali indicano proprio tra venerdì 21, sabato 22 e domenica 23 agosto una delle fasi più intense del controesodo, con criticità da bollino rosso e consistenti flussi di rientro.

A rendere più complicata la gestione messinese, però, non sarebbe soltanto la quantità di veicoli. C’è anche un problema molto più elementare: dire con chiarezza agli automobilisti dove devono andare. Ed è proprio sulla segnaletica predisposta lungo il percorso che emergono diverse criticità.

Nei pressi della Statua del Nettuno, uno dei punti strategici per separare il traffico cittadino da quello diretto agli imbarchi, risultano utilizzati pannelli di dimensioni ridotte e indicazioni realizzate con sistemi decisamente provvisori. Due cartelli, in particolare, appaiono poco leggibili e posizionati in maniera tale da non fornire immediatamente a chi arriva la distinzione fondamentale: da una parte chi deve raggiungere gli imbarcaderi, dall’altra chi deve invece proseguire verso il centro cittadino. Un dettaglio che, durante una normale giornata, potrebbe produrre qualche esitazione. Con migliaia di automobili concentrate nello stesso tratto di strada diventa invece un problema di viabilità.

Un automobilista che rallenta per capire dove andare, cambia corsia all’ultimo momento o imbocca erroneamente la direttrice degli imbarchi finisce inevitabilmente per interferire con il flusso successivo. Moltiplicato per centinaia di veicoli, il risultato è l’ingolfamento del viale della Libertà e, a cascata, di Boccetta e delle altre arterie che convergono sulla zona falcata.

Non è un problema nuovo. Già il piano per il controesodo del 2023 prevedeva espressamente la collocazione di “idonea segnaletica mobile” nei punti nei quali era necessario distinguere i veicoli diretti agli imbarchi da quelli destinati alla normale circolazione cittadina. Ed è proprio nel 2023 che, durante il comando di Stefano Blasco alla Polizia Municipale, venne realizzata una serie di pannelli di grandi dimensioni studiati specificamente per affrontare queste situazioni.

Cartelli alti oltre due metri, quindi molto più facilmente individuabili anche a distanza e all’interno di una fila di automobili, dotati inoltre di una soluzione particolare: una freccia direzionale orientabile, che consente di adattare immediatamente l’indicazione alle esigenze della viabilità e ai percorsi stabiliti di volta in volta.

Una soluzione semplice, pratica e pensata proprio per superare l’improvvisazione dei cartelli realizzati di volta in volta. Eppure quei pannelli, secondo quanto risulta, sono rimasti nei depositi della caserma della Polizia Municipale. Sulle strade, invece, sono tornati in larga parte pannelli più piccoli e indicazioni provvisorie. In alcuni casi persino carta e pennarello. Una scelta difficilmente comprensibile proprio nei giorni durante i quali la chiarezza della segnaletica dovrebbe rappresentare uno degli strumenti principali nelle mani degli stessi agenti impegnati a governare flussi eccezionali di traffico. Il problema non riguarda infatti il lavoro della Polizia Municipale sul territorio. Al contrario, sono gli agenti a trovarsi nella condizione di dovere gestire materialmente migliaia di veicoli utilizzando strumenti che rischiano di rendere ancora più complicato il loro intervento.

C’è poi un altro punto critico: all’ingresso degli imbarcaderi Caronte & Tourist mancherebbe una segnalazione sufficientemente evidente, proprio nel punto in cui l’automobilista dovrebbe avere la certezza assoluta di trovarsi lungo il percorso corretto.

La contraddizione è evidente. Messina conosce perfettamente il fenomeno del controesodo. Lo affronta ogni estate. Sa quali sono le strade coinvolte, conosce gli orari critici, conosce i punti nei quali il traffico diretto ai traghetti entra in conflitto con quello cittadino. Tanto che anche per l’estate 2026 il Comitato operativo viabilità ha predisposto misure specifiche, rafforzamento dei controlli e un piano destinato proprio a fronteggiare l’incremento dei flussi.

Proprio per questo diventa difficile spiegare perché, disponendo di una segnaletica costruita appositamente per queste emergenze, si preferisca lasciarla inutilizzata e tornare a soluzioni che restituiscono l’immagine della provvisorietà. Non servono necessariamente tecnologie sofisticate per governare il controesodo. Servono pattuglie, un piano efficace, percorsi comprensibili e cartelli grandi, leggibili e collocati nel posto giusto. Quei cartelli, a quanto pare, Messina li possiede già.

Solo che mentre le automobili restano ferme sul Boccetta, loro restano fermi in magazzino.