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​Appalti, Musolino: “Rapporto ANAC e inchiesta DDA confermano i rischi. Affidamenti diretti spalancano le porte ai criminali”

- 08/08/2026
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“L’innalzamento della soglia degli affidamenti diretti previsto dal Codice dei Contratti Pubblici costituisce un pericolo reale di fronte al quale gli amministratori locali non riescono a fare fronte, in quanto del tutto incapaci di svolgere le dovute verifiche. Quanto emerge dal Rapporto ANAC certifica una realtà allarmante: l’aumento dei limiti per gli affidamenti diretti agevola, seppur involontariamente, l’aggiramento nei fatti dei controlli antimafia, consentendo a operatori oscuri di inserirsi a tutto campo nei lavori pubblici. La recente indagine della DDA dimostra esattamente questo meccanismo: un sistema criminale che si impadronisce di fatto degli appalti sfruttando proprio la permeabilità degli affidamenti sotto soglia”. Lo dichiara la senatrice Dafne Musolino, vice capogruppo di Italia Viva – Casa Riformista.

“La mia personale esperienza come commissario in Commissione Parlamentare Antimafia mi ha portato più volte a riflettere e a denunciare i rischi legati alla modifica del Codice degli appalti”, prosegue la senatrice. “I procuratori sentiti in audizione hanno ripetutamente stigmatizzato questo innalzamento, e le stesse gravissime perplessità trovano oggi conferma nel rapporto dell’ANAC. Intendo ribadire con forza quanto emerge dai fatti: è impensabile lasciare campo libero ai sistemi criminali attraverso norme che indeboliscono i filtri. Serve un intervento per tutelare la trasparenza e impedire che le risorse pubbliche diventino facile preda di infiltrazioni illecite e al contempo non è più procrastinabile una seria riforma della Pubblica Amministrazione che velocizzi i procedimenti ed elimini la superfetazione di norme che tra controlli statali e regionali finiscono per irrigidire il sistema e giustificare un provvedimento come quello dell’innalzamento della soglia minima degli affidamenti diretti, voluto dal Ministro Salvini, che, com’era facilmente prevedibile, si è tradotto nei fatti in una porta aperta per la criminalità organizzata “.

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