
Per Arianna Raffa non ci sono, allo stato, gli elementi per contestare il 416 bis: riconosciuta invece l’ipotesi di associazione per delinquere. Nell’ordinanza emerge però un quadro pesante di rapporti con imprese, cantieri e appalti pubblici, nonostante il passato giudiziario di Francesco Scirocco

Non un’associazione mafiosa, almeno sulla base degli elementi raccolti fino a questo momento, ma un’organizzazione criminale strutturata per inserirsi negli appalti pubblici e trarne profitto. È questa una delle valutazioni più significative contenute nell’ordinanza della gip di Messina Arianna Raffa nell’inchiesta che vede al centro Francesco Scirocco e il presunto sistema costruito attorno alla gestione di numerosi lavori pubblici.
La giudice non ha condiviso la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia nella parte in cui ipotizzava l’esistenza di un’associazione di tipo mafioso riconducibile alla famiglia dei Barcellonesi. Secondo la gip mancherebbero, allo stato degli atti, quegli elementi specifici richiesti dall’articolo 416 bis del codice penale e capaci di distinguere un’organizzazione mafiosa da una comune associazione per delinquere.
Il capo associativo viene quindi riqualificato nell’ipotesi prevista dall’articolo 416. Una decisione che incide anche sulle aggravanti mafiose contestate nell’impianto accusatorio, ma che non attenua il giudizio espresso dalla gip sul quadro complessivo emerso dalle indagini.
A destare particolare allarme, scrive infatti la giudice, è la circostanza che Scirocco, nonostante una storia giudiziaria segnata da una riconosciuta contiguità con la mafia barcellonese, da una confisca di prevenzione e dal coinvolgimento in procedimenti per fatti di particolare gravità, sarebbe riuscito a mantenere un ruolo di primo piano nel settore imprenditoriale.
Non direttamente nelle gare, alle quali non avrebbe potuto partecipare, ma nella fase concreta di esecuzione dei lavori.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni imprenditori aggiudicatari di appalti pubblici avrebbero infatti consentito a Scirocco di intervenire nella gestione dei cantieri, operando dietro le quinte attraverso collaboratori, tecnici e imprese formalmente estranee alla sua persona.
L’indagine partita da un cantiere sulla costa ionica
L’inchiesta nasce nel 2021 da una segnalazione presentata ai carabinieri di Gioiosa Marea.
Il rappresentante legale di un consorzio edile aveva denunciato quella che riteneva un’anomala presenza di Scirocco nel cantiere per i lavori di risanamento costiero e difesa dall’erosione tra Santa Margherita e Galati Marina, intervento affidato dal Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico in Sicilia.
Non sarebbero state registrate minacce o intimidazioni esplicite. A suscitare preoccupazione nell’impresa erano però la costante presenza di Scirocco e i suoi rapporti con Massimo Piscitello, indicato successivamente dagli investigatori come uno degli snodi del presunto sistema.
Da quella denuncia sono partiti intercettazioni, osservazioni e accertamenti poi confluiti nell’informativa trasmessa alla Dda di Messina.
Un ufficio nel centro di Messina come base operativa
Uno dei luoghi centrali dell’inchiesta sarebbe stato un appartamento nel centro storico di Messina, utilizzato come una sorta di ufficio operativo.
Qui i carabinieri avevano installato microspie per seguire conversazioni e incontri.
Secondo gli investigatori Scirocco adottava molte precauzioni: utilizzava telefoni di nuova generazione e cambiava frequentemente automobili, ricorrendo a vetture prese a noleggio.
Nell’organizzazione ipotizzata dagli inquirenti avrebbe avuto un ruolo rilevante anche l’ingegnere Logozzo, indicato come uno dei suoi più stretti collaboratori. Tra i luoghi utilizzati dal gruppo ci sarebbe stato anche un capannone industriale nella zona di Tremestieri.
Scirocco, sottoposto a interrogatorio preventivo, ha scelto di non rispondere alle domande della gip.
Il “peso” di Scirocco nelle conversazioni intercettate
Pur escludendo, allo stato, una diretta riconducibilità degli affari oggetto dell’inchiesta alla struttura mafiosa barcellonese, la gip attribuisce particolare rilievo alla posizione che Scirocco avrebbe assunto nel settore degli appalti.
Dalle intercettazioni emergerebbe infatti, secondo l’ordinanza, la consapevolezza degli interlocutori rispetto al suo passato e alla capacità che gli veniva attribuita di costruire rapporti con imprenditori e di esercitare influenza anche negli ambienti della pubblica amministrazione.
In una conversazione intercettata Carmelo Munafò, parlando di Scirocco, manifestava apertamente timore, arrivando a dire di non sapere se si trattasse di “mafia” ma di avere comunque paura persino a parlare dell’argomento.
Ancora più esplicito il contenuto di un’altra intercettazione, nella quale un’imprenditrice descriveva Scirocco come una persona “ammanigghiata unni è ghie”, cioè capace di avere conoscenze ovunque, evocando anche possibili conseguenze per chi avesse avuto contrasti con lui.
Conversazioni che, secondo il giudice, fotografano la percezione del potere e delle relazioni attribuite a Scirocco dagli stessi soggetti con i quali entrava in contatto.
Il controllo degli appalti senza partecipare alle gare
Il punto centrale dell’accusa rimane proprio questo. Scirocco non avrebbe potuto presentarsi direttamente alle procedure di gara. Avrebbe quindi utilizzato, secondo l’ipotesi investigativa, imprese compiacenti e collaboratori inseriti formalmente nelle società aggiudicatarie per assumere comunque un ruolo nella realizzazione delle opere.
Per la gip, il sistema avrebbe consentito a Scirocco di acquisire un’«accresciuta capacità» di controllo sull’esecuzione di diversi appalti pubblici, compresi lavori aggiudicati dal Consorzio Autostrade Siciliane e da altre amministrazioni.
Le indagini non avrebbero documentato direttamente la fase iniziale di formazione e aggiudicazione delle gare. Secondo il ragionamento della giudice, tuttavia, le conoscenze accumulate nel settore e la rete di uomini a sua disposizione avrebbero permesso a Scirocco di inserirsi successivamente nella gestione degli appalti.
Il presunto sodalizio, attivo secondo l’accusa tra il 2021 e il 2024, avrebbe avuto proprio Scirocco come figura di vertice. Con lui vengono indicati, nell’ipotesi associativa riqualificata dalla gip, Busà, Calandra Sebastianella, Logozzo e Scaffidi.
Tra i reati-fine contestati nell’inchiesta figurano, a vario titolo, subappalti illeciti, autoriciclaggio e frodi collegate alla gestione delle attività economiche e dei lavori pubblici, anche al di fuori della provincia di Messina.
Anche l’I-Hub tra i lavori finiti sotto la lente
Tra gli appalti analizzati dagli investigatori compare anche la demolizione dei corpi di fabbrica degli ex Magazzini generali e dell’ex Mercato ittico, primo stralcio del progetto per la realizzazione dell’I-Hub di Messina.
Secondo la prospettazione accusatoria, Scirocco e l’ingegnere Logozzo avrebbero tentato di inserirsi nella gestione dell’intervento nonostante l’appalto fosse già stato aggiudicato, riuscendo successivamente a ritagliarsi uno spazio nella fase esecutiva dei lavori.
È proprio su questo terreno che si misura la portata dell’inchiesta.
La gip ridimensiona uno degli elementi più pesanti prospettati dalla Dda, non riconoscendo allo stato l’esistenza di una struttura mafiosa ai sensi del 416 bis. Ma contemporaneamente restituisce l’immagine di un meccanismo nel quale un soggetto impossibilitato a partecipare direttamente alle gare sarebbe comunque riuscito, grazie a relazioni, collaboratori e imprenditori disponibili, a entrare nella gestione di importanti opere pubbliche.
Ed è probabilmente questo il dato istituzionalmente più delicato dell’intera vicenda: non soltanto chi avrebbe commesso gli eventuali reati, che dovranno essere accertati nel prosieguo del procedimento, ma come sia stato possibile per una figura con un passato giudiziario così noto muoversi ripetutamente attorno a cantieri finanziati con denaro pubblico e assumere, secondo la ricostruzione investigativa ritenuta in parte fondata dalla gip, un ruolo operativo tanto rilevante.








