Il video delle complesse operazioni di soccorso svolte durante la notte.

Un lavoro infaticabile, contro il tempo e contro un ambiente ostile e asfissiante. La notte appena trascorsa ha visto le squadre dei Vigili del Fuoco operare in condizioni al limite del possibile nel sito della palazzina crollata a Pistunina. I soccorritori si sono addentrati nella zona rossa sfidando la densa coltre di fumo sprigionatasi dai focolai divampati tra le macerie subito dopo il cedimento.
A rendere l’aria irrespirabile è stata in gran parte la combustione di alcune batterie al litio stoccate all’interno dello stabile, verosimilmente gli accumulatori collegati all’impianto di pannelli solari installato sul tetto dell’edificio. Queste condizioni estreme hanno di fatto neutralizzato un asset vitale per i soccorsi: i reparti cinofili, impossibilitati ad accedere e a fiutare tracce nell’area del disastro a causa delle esalazioni.
Pochi minuti fa, il drammatico aggiornamento battuto dall’agenzia Ansa: sotto l’ammasso di cemento e lamiere è stato individuato un corpo. In questi istanti le squadre stanno procedendo alle delicatissime fasi di estrazione per poterne permettere l’identificazione.
L’ipotesi, purtroppo sempre più concreta, è che la vittima possa essere il capofamiglia del nucleo residente all’ultimo piano: il commerciante Carmelo Leone, proprietario dell’intera struttura collassata.
Si ricorda che erano in corso lavori di ristrutturazione al piano terra per la realizzazione di un supermercato che avrebbe dovuto aprire a settembre. Quel che a tal proposito risulta rilevante è che, a detta del sindaco di Messina, non era stata presentata alcuna richiesta e comunicazione di inizio lavori, la cosiddetta SCIA.
Una corsa contro il tempo per gli altri 5 dispersi
All’appello mancano ancora cinque persone. Le ricerche proseguono in modo spasmodico e incessante, ostacolate non solo dall’aria satura ma soprattutto dalla spaventosa precarietà strutturale dello scenario. Quel che resta della palazzina è un instabile groviglio di detriti, valutato come estremamente pericoloso e soggetto al rischio continuo di nuovi, improvvisi crolli.
Una spada di Damocle che pende sulla testa dei soccorritori, ma che non ferma il lavoro dei Vigili del Fuoco, impegnati centimetro per centimetro nel tentativo di individuare i superstiti.




