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Messina, l’atto d’accusa di Angela Rizzo contro il monopolio politico e la democrazia silenziata

- 30/07/2026
angela rizzo

Come si può chiamare quel modo di fare politica basato sul controllo capillare di ogni ufficio, istituzione, servizio?

di ANGELA RIZZO

Come si può chiamare quel modo di fare politica basato sul controllo capillare di ogni ufficio, istituzione, servizio?
Come si può chiamare quel modo di fare politica che non prevedere di dare spazio all’opposizione nelle commissioni consiliari, nell’ufficio di presidenza del consiglio comunale, nei cda delle partecipate?
Come si può chiamare quel modo di fare politica che conta sul reclutamento capillare di uomini e donne di qualsiasi appartenenza politica-culturale e con qualsiasi storia alle spalle?


Come si può chiamare chi fa politica gridando all’illecito, alle presunte collusioni politico-mafiose per poi giustificare in casa propria evasori e indagati?
Che politica è quella che non ascolta gli oppositori, i cittadini che contestano, che finge di non vedere i soprusi a cui sono sottoposti i lavoratori precari?
Che politica è quella che la mattina vuole il ponte e la sera no; che grida alla mafia ogni volta che si alza il vento? Che politica è quella che toglie ai cittadini la possibilità di dialogare con i loro rappresentanti?
A Messina c’è un controllo capillare di ogni settore istituzionale dagli uffici comunali ai servizi erogati dalle partecipate comunali.
Nessuno può più essere rappresentato da un consigliere di opposizione perché a questi è stata tolta la possibilità di incidere nelle istituzioni a favore dei cittadini.
Mezzi di comunicazione che vivono di pubblicità, incarichi elargiti con “contratto” di donazioni e fedeltà; chi non ci sta è fuori.
Garanti che non rappresentano i fragili e coprono i disservizi, che tacciono sui minori e sulle persone con disabilità?
Che politica è quella che sbandiera la foto di Falcone e Borsellino come simbolo di legalità per poi coprire procedure amministrative opache?
Additato, isolato, querelato da avvocati ieri critici che oggi gestiscono in regime di monopolio gli incarichi legali del Comune e delle partecipate.
Che nome ha questa politica?