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Emergenza abitativa nell’ex Gife, le famiglie tornano in piazza: presidi davanti a Comune e Prefettura

- 20/07/2026

I residenti di via Alessandria 25 riattivano lo stato di agitazione: «Nessun atto formale per l’assegnazione degli alloggi e impegni rimasti senza seguito»

Torna alta la tensione attorno alla situazione abitativa delle famiglie residenti nello stabile di via Alessandria 25, nel rione Ferrovieri, conosciuto come ex Gife. Dopo una temporanea sospensione della protesta, dieci nuclei familiari hanno annunciato la riattivazione dello stato di agitazione e due presidi davanti alle principali istituzioni cittadine.

La prima manifestazione è prevista martedì 21 luglio, dalle 11 alle 14, in piazza Unione Europea, davanti a Palazzo Zanca. Il secondo presidio si terrà mercoledì 22 luglio, negli stessi orari, in piazza Unità d’Italia, davanti alla Prefettura di Messina. Le iniziative, regolarmente preavvisate alla Questura, si svolgeranno in forma statica e pacifica, senza cortei e con l’utilizzo di cartelloni.

Alla base della ripresa della mobilitazione vi è, secondo quanto sostenuto dalle famiglie, il mancato rispetto degli impegni assunti dall’Amministrazione comunale e l’assenza di documenti che formalizzino l’individuazione e l’assegnazione degli alloggi alternativi.

Il punto centrale della contestazione riguarda l’esito di una richiesta di accesso civico generalizzato presentata il 3 luglio al Comune di Messina e, per conoscenza, a Patrimonio Messina. Le promotrici avevano chiesto di ottenere copia dell’elenco dei nuclei familiari beneficiari degli immobili acquistati, insieme agli eventuali verbali di consegna e agli accordi operativi predisposti per il trasferimento.

Nella risposta del 14 luglio, il dirigente del Dipartimento Servizi alla persona avrebbe comunicato che la documentazione richiesta non era detenuta dal servizio, poiché gli atti non risultavano formati né acquisiti e, di conseguenza, non esistevano. Per i residenti, tale riscontro dimostrerebbe che, nonostante le rassicurazioni ricevute, non sarebbe stato ancora definito un piano amministrativo formale per la sistemazione delle famiglie.

Le famiglie contestano anche le proposte emerse durante un incontro con il dirigente comunale nei locali del Palacultura. Le soluzioni temporanee sarebbero state formulate prendendo in considerazione soprattutto il numero dei componenti dei nuclei, senza valutare adeguatamente, sostengono i promotori, la presenza di persone fragili affette da gravi patologie e in possesso di certificazioni mediche.

Un trasferimento in abitazioni non idonee, viene evidenziato nel documento, rischierebbe di aggravare le condizioni personali e sanitarie di alcuni residenti. Per questa ragione le famiglie chiedono che ogni proposta venga valutata non soltanto sulla base della composizione numerica dei nuclei, ma anche delle condizioni di salute e delle specifiche esigenze degli interessati.

A pesare è inoltre il mancato rispetto delle scadenze indicate nei giorni precedenti. Secondo quanto riferito dai residenti, l’Amministrazione avrebbe assicurato che gli alloggi alternativi sarebbero stati mostrati alle famiglie lunedì 13 luglio o, al massimo, martedì 14. Nessuno dei nuclei, tuttavia, sarebbe stato convocato per visionare gli immobili o per avviare le procedure di assegnazione.

Nel documento inviato alla Questura viene richiamato anche un recente intervento dei Vigili del fuoco, avvenuto in seguito alle segnalazioni dei residenti e con la presenza della Polizia municipale. Secondo quanto riportato dalle famiglie, durante il sopralluogo sarebbero state riscontrate condizioni di pericolo per l’incolumità delle persone e per il transito, tali da rendere necessario valutare l’inibizione dell’accesso all’edificio.

I residenti sostengono che, proprio in quella circostanza, sarebbe stato loro comunicato che entro il 13 o il 14 luglio sarebbero stati assegnati i nuovi alloggi. Una promessa che, secondo i firmatari della protesta, non avrebbe avuto seguito.

Le famiglie precisano anche di non aver ancora preparato pacchi o avviato le operazioni di trasferimento perché attendevano una convocazione ufficiale per visionare preventivamente le abitazioni proposte e verificarne l’idoneità. Nessun nucleo, affermano, sarebbe stato contattato né per un sopralluogo né per la consegna degli immobili.

Da qui la decisione di riprendere la protesta e di proseguirla, eventualmente anche oltre le due giornate già comunicate, fino all’ottenimento di garanzie concrete.

I residenti chiedono sicurezza, soluzioni compatibili con le condizioni delle persone fragili e, soprattutto, atti amministrativi ufficiali. Le famiglie dichiarano infatti di non essere più disponibili ad accettare rassicurazioni esclusivamente verbali o proposte non accompagnate da provvedimenti formali di assegnazione.

La vertenza dell’ex Gife torna così davanti al Comune e alla Prefettura. Al centro rimane il destino di dieci famiglie che chiedono di lasciare un edificio ritenuto pericoloso, ma soltanto dopo avere ricevuto una sistemazione abitativa certa, adeguata e formalmente assegnata.