6 views 9 min 0 Comment

Sicilia, arriva la grande ondata di calore: picchi fino a 44 gradi e rischio incendi. Sollievo forse dal 20 luglio

- 14/07/2026

L’anticiclone nordafricano investirà prima il Trapanese e poi il resto dell’Isola. Palermo in bollino rosso giovedì 16. La fase più estrema dovrebbe attenuarsi dopo domenica, ma le temperature potrebbero restare sopra la media almeno fino al 26 luglio

La Sicilia si prepara ad affrontare la prima significativa ondata di calore dell’estate. Da mercoledì 15 luglio l’anticiclone subtropicale di origine algerina spingerà sull’Isola masse d’aria molto calda, facendo salire progressivamente le temperature fino al fine settimana. I valori più elevati sono attesi inizialmente nel Trapanese e nelle aree occidentali, per poi estendersi verso i settori centrali e orientali.

La Protezione civile regionale ha diffuso un comunicato straordinario di preallertamento: la fase più intensa dovrebbe protrarsi fino a domenica 19 luglio, con picchi locali compresi tra 42 e 44 gradi. Si tratta di valori estremi che non interesseranno uniformemente tutte le città, ma che potranno essere raggiunti soprattutto nelle conche interne, nelle vallate e nelle aree lontane dall’effetto mitigatore del mare.

Caldo in aumento e notti sempre più difficili

A preoccupare non è soltanto il valore massimo registrato nelle ore centrali della giornata, ma la persistenza del caldo. Sulle coste le temperature potranno risultare meno elevate rispetto alle zone interne, ma il maggiore tasso di umidità accentuerà la sensazione di afa e renderà più difficile il raffreddamento dell’organismo.

Le temperature minime resteranno in molte località sopra i 20-24 gradi, determinando le cosiddette “notti tropicali”. Il mancato abbassamento termico notturno rappresenta uno degli elementi più pericolosi delle ondate di calore, perché impedisce al corpo umano e agli edifici di disperdere il calore accumulato durante il giorno.

Il quadro sanitario più delicato riguarda Palermo. Il bollettino del Ministero della Salute indica per mercoledì 15 luglio il livello 2, arancione, e per giovedì 16 il livello 3, rosso: la classificazione più alta, utilizzata quando le condizioni di rischio persistono per più giorni e possono avere conseguenze anche sulle persone sane e attive. Per Catania e Messina è invece previsto, almeno fino a giovedì, il livello 1 di preallerta.

Quando finirà l’ondata di calore?

Le indicazioni disponibili mostrano una distinzione tra la fine della fase estrema e il ritorno a temperature pienamente normali. Il picco dovrebbe esaurirsi tra domenica 19 e lunedì 20 luglio. Le elaborazioni a medio termine intravedono infatti, con l’inizio della terza decade del mese, un arretramento dell’alta pressione verso l’Atlantico e una graduale attenuazione della canicola anche sull’Italia. Potrebbe derivarne un calo delle temperature, più evidente tra lunedì 20 e martedì 21, accompagnato da una circolazione atmosferica meno stagnante.

Non significa, però, che il caldo sia destinato a scomparire. Le previsioni mensili dell’Aeronautica Militare mantengono, per la settimana compresa tra il 20 e il 26 luglio, un’anomalia positiva delle temperature: valori mediamente superiori alla norma, anche se con intensità più contenuta rispetto alla settimana precedente. Il passaggio previsto dopo domenica potrebbe quindi mettere fine ai picchi da 42-44 gradi, ma non necessariamente a una fase estiva molto calda.

Protezione civile: Comuni chiamati ad attivarsi

Il capo della Protezione civile siciliana, Salvo Cocina, ha invitato i sindaci ad applicare quanto previsto nei rispettivi Piani comunali di protezione civile. Le amministrazioni dovranno verificare l’efficienza dei Centri operativi comunali, dei sistemi di comunicazione, delle attrezzature e dei mezzi disponibili.

Dovranno inoltre essere controllati l’accesso e la funzionalità dei punti di approvvigionamento idrico utilizzabili dai mezzi antincendio, aggiornati gli elenchi dei soggetti fragili e predisposti servizi di assistenza per anziani, persone allettate, malati cronici, donne in gravidanza e neonati.

Tra le misure richieste figurano anche l’individuazione di locali climatizzati da utilizzare come “rifugi climatici”, l’eventuale distribuzione di acqua e il presidio delle aree con maggiore accumulo di vegetazione secca. I sindaci potranno valutare la sospensione delle attività che comportano rischi diretti o indiretti per la popolazione.

Vegetazione secca e incendi d’interfaccia

L’aumento delle temperature coincide con condizioni particolarmente favorevoli alla propagazione degli incendi. La vegetazione secca rappresenta un combustibile naturale e, in presenza di vento, anche un piccolo innesco può trasformarsi rapidamente in un fronte di fuoco.

Il rischio maggiore riguarda gli incendi d’interfaccia, quelli che si sviluppano nelle zone di contatto tra boschi, sterpaglie e centri abitati. Sono gli eventi più complessi da gestire perché possono minacciare contemporaneamente abitazioni, strade, infrastrutture e persone, costringendo talvolta all’evacuazione di interi quartieri.

La campagna antincendio boschivo regionale è cominciata il 15 maggio e proseguirà fino al 31 ottobre. La convenzione tra Regione e Vigili del fuoco dispone risorse per quasi 3,5 milioni di euro, destinate al personale, al carburante, alla manutenzione e al trasferimento di uomini e mezzi, comprese le isole minori. Altri fondi, per quasi sei milioni, sono stati annunciati per rafforzare prevenzione, sorveglianza e dotazioni tecnologiche nelle riserve naturali.

Resta vivo il precedente del luglio 2023, quando l’eccezionale ondata di calore e i gravi incendi interessarono le province di Catania, Messina, Palermo e Trapani. Per quegli eventi venne successivamente dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

Non soltanto anziani: tutti i soggetti a rischio

Le persone maggiormente esposte sono gli anziani, i bambini molto piccoli, le donne in gravidanza, i malati cronici, le persone non autosufficienti e chi assume farmaci che possono interferire con la termoregolazione o con l’equilibrio dei liquidi.

Particolare attenzione deve essere riservata a chi lavora all’aperto. Il colpo di calore è una vera emergenza sanitaria: la temperatura corporea può aumentare rapidamente fino a 40-41 gradi, con alterazioni neurologiche, brusco calo della pressione e possibili danni agli organi interni.

In Sicilia è già in vigore l’ordinanza regionale del 12 giugno 2026. Fino al 31 agosto è vietato lavorare dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili, nelle cave e nella logistica, compresi i rider, nei giorni e nelle aree in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio “alto” per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa.

Le precauzioni e i numeri utili

Durante le ore più calde, soprattutto tra le 11 e le 18, è opportuno evitare l’esposizione diretta al sole e rinviare le attività fisiche impegnative. Bisogna bere frequentemente, senza aspettare di avvertire sete, consumare pasti leggeri, indossare abiti chiari e traspiranti e trascorrere alcune ore in ambienti climatizzati.

Mai lasciare bambini, anziani o animali all’interno di un’automobile, neppure per pochi minuti. In caso di malore grave, perdita di coscienza, confusione o sospetto colpo di calore bisogna chiamare immediatamente il 112.

Per gli incendi sono attivi il 115 e il 1515. Il 1500, invece, non è un numero di emergenza: è il servizio gratuito di informazione del Ministero della Salute, operativo dal lunedì al venerdì, esclusi i festivi, dalle 9 alle 17. Offre indicazioni sanitarie, informazioni sui servizi territoriali e consulenza per cittadini fragili e lavoratori esposti al caldo.