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Comune, i sindacati dal Prefetto contro Carrubba: «Gli atti smentiscono la sua ricostruzione»

- 14/07/2026

FP Cgil, Uil Fp, Csa e Silpol scrivono a prefetto e sindaco: la ripartizione delle risorse sarebbe stata definita, trasmessa e certificata prima della firma definitiva

MESSINA – Gli atti amministrativi dimostrerebbero che la procedura del 2024 era stata regolarmente definita e sottoposta al controllo dei revisori. È questa la tesi sostenuta da FP Cgil, Uil Fp, Csa e Silpol nella nota inviata al prefetto Cosima Di Stani e al sindaco Federico Basile per contestare la ricostruzione della segretaria e direttrice generale del Comune, Rossana Carrubba.

Le quattro organizzazioni sindacali concentrano l’attenzione sul verbale del 23 dicembre 2024. Contrariamente a quanto sostenuto da Carrubba, secondo i sindacati in quella riunione non vi sarebbe stata una semplice presa d’atto della costituzione del fondo, ma una vera approvazione della ripartizione delle risorse. Dal documento risulterebbe inoltre la partecipazione da remoto dell’allora direttore generale Salvo Puccio, indicato invece come assente nella ricostruzione della dirigente.

Il passaggio successivo risale al 24 dicembre, quando Puccio trasmise al Collegio dei revisori l’ipotesi di contratto decentrato, il verbale della riunione e le relazioni illustrativa e tecnico-finanziaria. Tra le somme indicate figuravano anche 400mila euro destinati ai differenziali stipendiali, con criteri collegati al contratto decentrato 2023-2025.

Per FP Cgil, Uil Fp, Csa e Silpol è decisivo anche il parere espresso dai revisori il 30 dicembre, dunque prima della sottoscrizione definitiva del 31 dicembre. Nel documento vengono richiamati gli atti trasmessi dall’Amministrazione, compresa l’ipotesi di contratto e le relative relazioni.

Da qui la contestazione alla tesi di Carrubba, secondo la quale la disciplina dei differenziali sarebbe stata introdotta soltanto il 31 dicembre e non sarebbe mai stata sottoposta a certificazione. Per i sindacati, invece, modalità, risorse e criteri erano già contenuti nella documentazione esaminata dai revisori.

Le quattro sigle parlano quindi di un «travisamento» degli atti, che avrebbe prodotto come conseguenza la mancata applicazione di una procedura ritenuta legittima e correttamente conclusa. La stessa documentazione, sottolineano, era stata pubblicata nella sezione “Amministrazione trasparente” del Comune.

La nota, firmata da Antonio Trino, Livio Andronico, Pietro Fotia e Giuseppe Gemellaro, rimette al prefetto e al sindaco ogni ulteriore valutazione. I rappresentanti sindacali hanno inoltre dichiarato la propria disponibilità a essere ascoltati per chiarire la sequenza degli atti e le ragioni della contestazione.

Intanto è stata confermata per domattina l’assemblea dei dipendenti comunali indetta dai sindacati indicati.