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Comune di Messina, il ricorso per condotta antisindacale della FP Cgil davanti al giudice il 19 agosto

- 14/07/2026
Tribunale sezione Lavoro

Il sindacato contesta una condotta antisindacale nella gestione delle progressioni economiche 2024. Oggi l’udienza sul ricorso presentato dal CSA

MESSINA – È stata fissata per il prossimo 19 agosto l’udienza davanti al Tribunale del lavoro di Messina sul ricorso presentato dalla FP Cgil, guidata in città dal segretario aziendale, componente rsu e componente della segreteria della Camera del Lavoro Metropolitana generale Peppe Previti, contro il Comune di Messina per presunta condotta antisindacale.

Il procedimento sarà esaminato dal magistrato dottoressa Roberta Rando, chiamata a valutare le contestazioni avanzate dal sindacato nei confronti dell’amministrazione comunale e, in particolare, della gestione della procedura da parte della segretaria generale e direttrice generale di Palazzo Zanca, Rossana Carrubba.

La FP Cgil ha promosso l’azione giudiziaria ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, chiedendo al Tribunale di accertare l’eventuale lesione delle prerogative sindacali, di ordinare la rimozione degli effetti della condotta contestata e di riconoscere il risarcimento del danno.

Nella giornata di oggi, 14 luglio, si terrà davanti al Tribunale del lavoro anche l’udienza relativa alla stessa vicenda, avviata con un distinto ricorso presentato dal CSA. Due iniziative giudiziarie che confermano il livello raggiunto dallo scontro tra le organizzazioni sindacali e l’amministrazione comunale sulla gestione delle progressioni economiche del personale.

Al centro della vertenza ci sono le Progressioni economiche orizzontali relative al 2024. Il sindacato contesta la determinazione numero 5113 del 28 maggio 2026, firmata da Carrubba, con la quale sarebbero stati applicati criteri differenti rispetto a quelli utilizzati per elaborare la precedente graduatoria provvisoria.

Secondo la FP Cgil, la decisione avrebbe modificato unilateralmente e a procedura già avviata quanto stabilito nella precedente fase di contrattazione, determinando una consistente riduzione del numero dei dipendenti ammessi al beneficio economico. Palazzo Zanca, dal canto suo, ha richiamato la necessità di effettuare ulteriori approfondimenti sui profili tecnici e amministrativi dell’intera procedura.

La controversia si inserisce in un clima già segnato da una forte tensione tra amministrazione e rappresentanze dei lavoratori. Alla vicenda delle progressioni economiche si aggiunge infatti quella del salario accessorio 2025, ancora in attesa della definizione delle procedure necessarie per il pagamento delle indennità maturate dal personale, comprese quelle legate a responsabilità, funzione, disagio, rischio, turnazione e reperibilità.

La vertenza, già sfociata nello stato di agitazione dei dipendenti comunali, entra dunque pienamente nella fase giudiziaria. Prima sarà esaminato il ricorso del CSA, poi, il 19 agosto, quello della FP Cgil. Spetterà ai giudici stabilire se le modalità seguite dall’amministrazione abbiano effettivamente compromesso il ruolo e le prerogative delle organizzazioni sindacali nell’ambito delle relazioni a Palazzo Zanca.