Il decreto del ministero delle Infrastrutture è entrato in vigore domenica 12 luglio. Definite le procedure per omologazione, taratura e controlli. Salvini: «Basta autovelox fantasma»
Cambiano le regole per l’utilizzo degli autovelox sulle strade italiane. È entrato in vigore domenica 12 luglio il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina in maniera organica le caratteristiche tecniche e le procedure di omologazione, taratura e verifica dei dispositivi impiegati per accertare il superamento dei limiti di velocità.
Il provvedimento, datato 8 giugno 2026, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale numero 159 dell’11 luglio. Il nuovo quadro normativo stabilisce requisiti uniformi per gli apparecchi fissi e mobili e definisce le verifiche necessarie per garantire la precisione delle misurazioni e la validità degli accertamenti.
L’obiettivo dichiarato dal ministero è superare le incertezze interpretative e le criticità emerse negli ultimi anni, assicurando criteri omogenei su tutto il territorio nazionale. Le nuove procedure dovranno garantire l’affidabilità degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e una maggiore solidità giuridica delle sanzioni elevate attraverso i rilevatori di velocità.
Circa 3.150 apparecchi possono restare in funzione
Secondo i dati diffusi dal Mit, allo stato attuale potranno continuare a essere utilizzati circa 3.150 dispositivi. Si tratta degli apparecchi i cui prototipi rientrano nell’elenco contenuto nell’allegato B del decreto e che risultano conformi ai requisiti previsti dalla nuova disciplina.
La presenza del modello nell’elenco non esonera comunque gli enti responsabili dal rispetto delle altre condizioni tecniche. I singoli apparecchi dovranno corrispondere al prototipo riconosciuto, essere correttamente installati, disporre di una taratura valida e superare le verifiche di funzionalità previste.
Per altri 850 dispositivi, invece, i produttori dovranno avviare la procedura di omologazione del prototipo, presentando la documentazione tecnica integrativa indicata nell’allegato A. Fino al completamento dell’iter, questi strumenti non potranno essere utilizzati per accertare violazioni e far scattare le relative sanzioni.
Salvini: «La sicurezza non diventi un pretesto per fare cassa»
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha espresso soddisfazione per l’entrata in vigore del decreto, sottolineando che la sicurezza stradale resta una priorità, ma che i controlli non devono trasformarsi in uno strumento utilizzato esclusivamente per aumentare gli incassi degli enti locali.
«Basta autovelox fantasma», ha affermato Salvini, rivendicando il passaggio da quella che ha definito una “giungla” di oltre 10 mila apparecchi a circa 3.150 dispositivi considerati regolari e conformi alle nuove disposizioni.
Le dichiarazioni del ministro rappresentano una valutazione politica, mentre il dato tecnico riguarda gli strumenti censiti e riconducibili ai prototipi indicati dal decreto. La nuova disciplina punta comunque a ridurre il contenzioso che negli ultimi anni ha interessato numerose contravvenzioni, soprattutto per la distinzione tra apparecchi semplicemente approvati e dispositivi effettivamente omologati.
Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, amministrazioni comunali, enti proprietari delle strade e forze di polizia dovranno quindi verificare la conformità degli apparecchi utilizzati. I dispositivi privi dei requisiti richiesti dovranno essere disattivati, almeno fino al completamento delle procedure tecniche previste dal decreto.




