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Il MIRA prende forma: i primi appuntamenti del programma di attivazione del nuovo istituto

- 02/07/2026

Il MIRA inizierà a prendere forma già dall’ottobre 2026 attraverso un primo calendario di iniziative che anticipa l’apertura del nuovo istituto, trasformandolo fin da subito in un laboratorio di ricerca, produzione e confronto internazionale. Un programma pensato per costruirne progressivamente l’identità, avviare le prime collaborazioni con artisti, studiosi e ricercatori e attivare un dialogo con le comunità del Mediterraneo.

Ad aprire questo percorso sarà Posso sentire ciò che ancora non riesco a vedere, performance del collettivo POLISONUM commissionata appositamente per le Torri Morandi. Con questa nuova produzione il MIRA affida agli artisti il compito di delineare, fin dall’inizio, il proprio orizzonte di ricerca. Muovendo dalla visione dello Stretto come luogo di attraversamento, trasformazione e incontro, POLISONUM guiderà il pubblico in un’esperienza immersiva capace di intrecciare immaginazione, dialogo tra le specie e paesaggio siciliano.

L’opera prende ispirazione anche dal nome stesso del nuovo istituto. MIRA, la gigante rossa visibile da tutte le regioni abitate della Terra, appartiene alla costellazione della Balena e attraversa lo spazio a circa 130 chilometri al secondo, lasciando dietro di sé una scia lunga tredici anni luce: una vera e propria “semina” cosmica da cui possono nascere nuovi sistemi solari. Un’immagine che diventa metafora della missione del MIRA: generare connessioni, mettere in relazione geografie, discipline e culture, favorendo la nascita di nuove traiettorie di ricerca, produzione e conoscenza.

Sempre nell’autunno 2026 prenderà inoltre avvio un convegno internazionale promosso dall’Università degli Studi di Messina, articolato in una serie di sessioni ospitate in diversi Paesi del Mediterraneo. Il progetto indagherà il ruolo dello Stretto di Messina come crocevia storico e contemporaneo, rilanciandone la centralità attraverso il nuovo istituto. Il programma affronterà temi quali le mitografie dello Stretto, le lingue del confine e dell’incontro, le architetture del paesaggio, le rotte della contemporaneità e le contro-narrazioni necessarie a rileggere il Mediterraneo come spazio di scambio, ricerca e produzione culturale.

Questi appuntamenti segnano l’avvio concreto del MIRA: non semplici anticipazioni del programma futuro, ma le prime azioni pubbliche di un progetto destinato a crescere nel tempo come piattaforma permanente dedicata alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea nel Mediterraneo.