4 views 3 min 0 Comment

Processo “Mare Nostrum”: assoluzioni confermate in Appello per Crocetta, Morace e Finocchiaro

- 01/07/2026

​”Il fatto non sussiste”. Si chiude così, anche in secondo grado, il capitolo giudiziario del processo “Mare Nostrum”. La prima sezione della Corte di Appello di Palermo ha respinto il ricorso della Procura, confermando l’assoluzione per l’ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, l’armatore Ettore Morace, il collaboratore Massimo Finocchiaro e la compagnia Liberty Lines.

​Il verdetto e la tenuta della linea difensiva​

La sentenza, pronunciata dal collegio presieduto da Adriana Piras (a latere Agate e Caruso), accoglie in toto e fa passare anche in secondo grado la tesi del nutrito pool di avvocati difensori, che vedeva schierati Vincenzo Lo Re, Marcello Montalbano, Giovanni Di Benedetto, Marco Siragusa, Nunzio Rosso, Claudio Livecchi, Filippo Scalzo, Giovanni Rizzuti e Renato Canonico.

​Sospiro di sollievo per la giunta messinese​

La pronuncia d’appello ha un impatto politico e amministrativo immediato. Massimo Finocchiaro, difeso dall’avvocato Nunzio Rosso e da poco rinominato assessore al Comune di Messina, resta saldamente al suo posto all’interno della giunta guidata dal sindaco Federico Basile. Un’eventuale condanna avrebbe infatti fatto scattare in automatico la tagliola della legge Severino, costringendolo a lasciare la poltrona già domani.​

Le accuse smontate: dal monopolio ai fondi elettorali​

Il castello accusatorio, che non ha retto al vaglio dei giudici di secondo grado, ipotizzava un giro di tangenti mirato a garantire all’allora Ustica Lines (poi diventata Liberty Lines) di mantenere il monopolio dei collegamenti marittimi con le isole minori. Al centro del capo di imputazione figuravano presunte “pressioni per implementare le corse sulle Eolie e sulle Egadi” e un bando pubblico che l’accusa riteneva scritto su misura per favorire la compagnia di navigazione, inclusa la proroga del servizio concessa nel 2017.​

Secondo la Procura, a convincere l’ex governatore Crocetta sarebbe stato un contributo elettorale di 5.000 euro versato da Morace per finanziare il movimento politico “Riparte Sicilia”. Un quadro per il quale, in primo grado, l’accusa aveva formulato richieste di condanna pesanti, riproposte poi nei temi del ricorso in Appello:​7 anni di carcere per Rosario Crocetta​, 6 anni e 6 mesi per Ettore Morace​ 6 anni e 6 mesi per Massimo Finocchiaro​, 400 mila euro di multa per la compagnia Liberty Lines​.

Il ricorso, tuttavia, è stato integralmente respinto dai giudici, confermando la totale insussistenza dei fatti contestati.​

L’amarezza di Crocetta e le “dicerie da caserma”​

Nel corso della complessa vicenda giudiziaria, Rosario Crocetta aveva puntato il dito contro l’inconsistenza delle accuse, definendole senza mezzi termini “dicerie da caserma” che circolavano liberamente all’assessorato regionale ai Trasporti. L’ex governatore aveva smentito categoricamente le voci di corridoio secondo cui sarebbe stato mosso da interessi personali a discapito di quelli pubblici, legati alla presunta presenza di un suo amante a Filicudi.​Tutto falso, come ha stabilito la Corte. “Non esulto perché ho troppo sofferto”, è stato il commento laconico e amaro dell’ex presidente della Regione, che vede chiudersi definitivamente una pagina giudiziaria che ha pesato a lungo sulla sua figura pubblica e personale.