I giudici accolgono il ricorso della difesa: cancellato il blocco da 83mila euro per la struttura di Reitano finita nel mirino della Procura di Patti
MESSINA – Si sgonfia la misura cautelare patrimoniale che aveva colpito un’azienda agricola di Reitano, nel Messinese, finita sotto la lente della magistratura per l’utilizzo dei fondi europei. Il Tribunale del Riesame di Messina ha annullato integralmente il decreto di sequestro preventivo che era stato disposto nei confronti del titolare della struttura, beneficiaria di un finanziamento di circa 83.500 euro legato al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
L’inchiesta sui fondi per la transizione ecologica
Le somme in questione erano state erogate nell’ambito della Missione 2 del PNRR, specificamente destinata a “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, per consentire la realizzazione di un impianto fotovoltaico a servizio di una struttura agrituristica.
Il provvedimento originario, ora cancellato, aveva imposto il blocco preventivo di conti correnti e beni immobili nella disponibilità dell’imprenditore, per un valore equivalente al profitto del presunto reato. L’ipotesi di reato contestata era quella di indebita percezione di erogazioni pubbliche.
L’indagine era scaturita dagli accertamenti della Guardia di Finanza, coordinati dalla Procura della Repubblica di Patti, che miravano a verificare se vi fosse un effettivo e reale esercizio dell’attività agricola connessa all’agriturismo finanziato.
Accolta la tesi della difesa: scatta il dissequestro
Il quadro cautelare è stato però completamente ribaltato dai giudici del Riesame, che hanno sposato in toto le tesi presentate dal collegio difensivo.
Gli avvocati Francesco Cutraro e Antonio Di Francesco, legali dell’indagato, sono riusciti a dimostrare l’infondatezza del vincolo giudiziario, portando i magistrati a disporre l’immediato dissequestro e la restituzione di tutti i beni precedentemente congelati.
Con questa pronuncia, la posizione patrimoniale dell’imprenditore di Reitano torna alla totale normalità, azzerando gli effetti della misura adottata nella prima fase delle indagini preliminari.



