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Messina, Scurria all’attacco sull’I-Hub: “Riprogrammeremo i fondi e lo costruiremo qui. Un delitto i ritardi di questi cinque anni”​

- 20/05/2026

Messina, Scurria all’attacco sull’I-Hub: “Riprogrammeremo i fondi. Un delitto i ritardi di questi cinque anni”​Non usa mezzi termini Marcello Scurria. Con alle spalle lo scheletro di quelli che definisce i resti di “demolizioni parziali”, il candidato sindaco di Messina approfitta della visita del ministro Foti per lanciare la sua offensiva sul fronte delle grandi incompiute cittadine. Al centro del mirino c’è l’area destinata all’I-Hub dello Stretto, trasformatasi nel simbolo di una gestione dei fondi che Scurria non esita a definire fallimentare.​La ricetta proposta per invertire la rotta passerà innanzitutto da un dialogo diretto con Roma. L’obiettivo della sua eventuale amministrazione, assicura il candidato, sarà chiedere al governo la riprogrammazione delle risorse extrabilancio 2021-2027 destinate alla Città Metropolitana. Un passaggio tecnico considerato fondamentale per sbloccare l’impasse e far nascere davvero quel polo tecnologico di cui si parla da troppo tempo. “Non vogliamo terrazze panoramiche in un posto così importante che guarda il mare”, ha incalzato Scurria, delineando la sua visione per l’area: non un semplice belvedere, ma il fulcro nevralgico per il rilancio di Messina. L’I-Hub, ha ribadito con forza, “verrà costruito qui”.​

Ma è sul bilancio dell’ultimo lustro che le parole del candidato si fanno più dure. Quell’area, ancora segnata dai cantieri, rappresenta per Scurria “il luogo del delitto vero di tutti i finanziamenti”. Se molte risorse destinate alla città sono andate perdute, il caso dell’I-Hub è quello che, per usare le sue parole, “stringe il cuore”. L’immagine restituita al ministro Foti è quella di un’incompiuta cronica: dopo cinque anni, ha denunciato il candidato indicando i vecchi edifici industriali da abbattere, si è ancora fermi ai blocchi di partenza. Gli unici fondi effettivamente spesi in quel perimetro, ha concluso amaro Scurria, sono serviti unicamente per queste parziali demolizioni, portate avanti peraltro “anche male e con ritardo”. Una stoccata netta che traccia una linea di demarcazione profonda tra le mancanze del passato e la sua proposta per il futuro tecnologico della città dello Stretto.