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PNRR ed FSC a Messina, il Ministro Foti sull’I-Hub fantasma: “Margini stretti, non si lasci un’incompiuta”

- 20/05/2026

​I margini per recuperare il tempo perduto sono “veramente stretti” e la città si trova ormai in dirittura d’arrivo. È un monito dai toni decisi quello lanciato oggi a Messina dal ministro Foti, intervenuto a margine di un sopralluogo nell’area originariamente destinata a ospitare l’I-Hub. Le sue dichiarazioni accendono i riflettori sulle criticità legate all’uso dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza da parte dell’ex amministrazione Basile, delineando un quadro locale che fatica a tenere il passo con le potenzialità dello strumento europeo.

​Il paradosso del Sud: PIL in crescita, ma cantieri a rilento

L’analisi del Ministro parte da uno sguardo macroeconomico positivo. Gli studi effettuati dimostrano che il PNRR ha avuto un impatto “molto importante” sul Prodotto Interno Lordo della Sicilia. Mantenendo fede al vincolo di territorializzazione del 40% dei finanziamenti complessivi destinati al Mezzogiorno, l’Isola e le altre regioni del Sud hanno registrato negli ultimi tre anni tassi di crescita superiori alla media del Centro-Nord.​Tuttavia, il vero ostacolo risiede nella messa a terra dei progetti e nel caotico sistema di monitoraggio. Foti ha evidenziato come la rendicontazione delle spese da parte delle singole amministrazioni comunali non sia uniforme, ma spesso dettata da mere “esigenze di cassa”. Un meccanismo a singhiozzo che vede realtà locali gravemente in ritardo aggiornare improvvisamente i dati all’ultimo minuto, rendendo complesso tracciare un bilancio in tempo reale.​Il nodo di Messina e l’ombra dell’I-Hub

Spostando il focus sulla città dello Stretto, il giudizio si fa più severo. Alla richiesta di inquadrare la situazione messinese, il Ministro ha ammesso che i quadri di avanzamento si attestano su livelli “medio-bassi”. La vera prova del nove per misurare l’efficacia (o i danni) della passata gestione sarà alla fine dell’estate: “Bisogna aspettare il 31 agosto per vedere poi i risultati”, ha avvertito.​Sullo sfondo delle sue parole restano i terreni dove sarebbe dovuto sorgere l’I-Hub, il polo tecnologico rimasto finora un’incompiuta. Un fallimento progettuale che rischia di trasformarsi in una cicatrice urbana. L’appello di Foti guarda quindi al domani, scavalcando le inefficienze dell’ex amministrazione Basile per rivolgersi direttamente a chi governerà la città. “Il mio auspicio – ha concluso il Ministro – è che l’amministrazione futura comunale di Messina decida nel senso di non lasciare una bruttura del genere, ma di poter sfruttare l’occasione per avere effettivamente un polo innovativo”.​Nelle intenzioni originarie, e nelle speranze del Governo, l’area non deve rimanere un cantiere fantasma, ma trasformarsi in un magnete per il sistema delle imprese e in un laboratorio per i giovani di una “pregevole città universitaria”. Un’occasione che Messina, con i margini di manovra ormai ridotti al minimo, non può permettersi di perdere definitivamente.