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Il lido comunale “fantasma del Ringo: la “novità” di Basile, tra scarichi e navi traghetto, è una promessa riciclata di tre anni fa

- 20/05/2026

Dagli scarichi irrisolti di via Brasile all’incessante traffico dei traghetti alla rada San Francesco: tutte le incognite ambientali su un tratto di mare la cui salubrità resta in forte dubbio.

La tanto sbandierata “Fase 3” della nuova programmazione del candidato sindaco Federico Basile ripropone un copione già visto. Il progetto del lido comunale alla spiaggia del Ringo, venduto oggi all’elettorato come un’innovativa intuizione per la riqualificazione della costa messinese, è in realtà un fascicolo impolverato tirato fuori dai cassetti delle promesse non mantenute della sua precedente amministrazione.

Per ricostruire la genesi di questa presunta novità bisogna riavvolgere il nastro fino al 2023. L’iniziativa nasceva formalmente in seguito a un accordo tra il Comune e l’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto. Le dichiarazioni dell’epoca non lasciavano spazio a dubbi: il 17 maggio 2023, siglata l’intesa con l’allora presidente dell’AdSP Paolo Mega, Basile annunciava in pompa magna l’imminente cantierizzazione. «Sono già in atto le operazioni propedeutiche per l’avvio, dal prossimo lunedì 22, degli interventi di bonifica per consentire i lavori di montaggio delle attrezzature», dichiarava il sindaco, promettendo di restituire rapidamente ai bagnanti «una porzione di spiaggia tra le più suggestive della Città».

Da quel lunedì 22 maggio sono trascorsi tre anni di immobilismo. Tranne che per le operazioni di spostamento delle barche adagiate sull’arenile.

Oggi, quel medesimo progetto, tolto dalla naftalina, viene rilanciato come fulcro della “nuova offerta balneare pubblica”. Basile scrive OGGI, a ridosso del voto 2026, che “Da giugno, grazie a un investimento di 3 milioni di euro lungo tutto il litorale, da nord a sud, anche la Spiaggia del Ringo cambierà volto, diventando una spiaggia attrezzata nel cuore della città.”. Ed i soldi spesi prima, qualcuno si chiede?

Ma il ritardo cronico è solo la punta dell’iceberg di un’operazione che presenta profonde lacune strutturali.

Il nodo cruciale rimane infatti la salubrità e l’opportunità stessa della location scelta. Un fatto che l’ex amministrazione dimostra di voler ignorare. La spiaggia del Ringo convive con criticità ambientali evidenti che sembrano passare sotto silenzio. In primo luogo, la questione irrisolta degli scarichi di dubbia natura provenienti dalla limitrofa via Brasile, che continuano a sversare proprio in prossimità dell’area individuata per i bagnanti. A questo si aggiunge la vicinanza estrema alla rada San Francesco, snodo di un incessante via vai di grandi navi traghetto della flotta Caronte & Tourist, con un impatto ambientale, acustico e di inquinamento delle acque costante per l’intero arco della giornata.

È lecito chiedersi se sia davvero questo il luogo ideale per ospitare un lido comunale a vocazione turistica e familiare. I dubbi, sollevati da anni, trovano pesanti conferme nei divieti di balneazione che puntualmente scattano nei tratti di costa poco più a nord. Fino a quando non verrà messa in atto un’azione radicale per bloccare gli scarichi irregolari, e considerati gli inevitabili livelli di qualità del mare alterati dal traffico dello scalo traghetti, parlare oggettivamente di mare balneabile o ipotizzare standard da Bandiera Blu appare un puro esercizio di retorica elettorale. L’ennesimo.