
La tragedia è stata evitata per una manciata di secondi. Al pronto soccorso dell’ospedale Papardo di Messina, un paziente psichiatrico ha tentato di togliersi la vita all’interno della stanza di degenza. A salvarlo in extremis è stata la prontezza di riflessi di una guardia giurata.
L’uomo, che si trovava in regime di arresti domiciliari, era giunto in ospedale in ambulanza a seguito di una forte crisi esplosa nella propria abitazione. Dopo aver effettuato l’accesso al triage, è stato collocato nella saletta temporaneamente dedicata alle problematiche psichiatriche. Approfittando di un momento in cui era rimasto da solo, il paziente è salito su una lettiga, ha fabbricato una sorta di cappio utilizzando un laccio di plastica e si è lasciato andare nel tentativo di strangolarsi.
Il dramma è stato sventato dall’ingresso provvidenziale di un metronotte. Accortosi immediatamente di quanto stava accadendo, la guardia si è precipitata sull’uomo riuscendo a sfilargli il laccio dal collo prima che le conseguenze diventassero irreversibili. Un intervento congiunto del medico di guardia e di un infermiere ha poi permesso di immobilizzare e mettere in sicurezza il paziente. Tenuto sotto stretta osservazione medica, è stato dimesso il giorno seguente.
L’emergenza sicurezza e i precedenti al Papardo
Il tentato suicidio è solo l’ultimo di una serie di episodi critici che hanno coinvolto degenti con problematiche psichiatriche all’interno del nosocomio messinese, riaccendendo l’attenzione sui protocolli di sicurezza nei reparti di prima emergenza.
Poche settimane prima, il 28 aprile, la stessa struttura era stata teatro di forti tensioni: un paziente psichiatrico di 46 anni aveva dato in escandescenze devastando gli arredi e cercando di colpire medici, infermieri e gli agenti delle Volanti intervenuti per sedare la rivolta. In quel frangente, un vigilante era rimasto lievemente ferito a una mano e l’uomo era stato arrestato.Resta ancora vivo, inoltre, il ricordo del grave precedente che ha visto protagonista un altro paziente psichiatrico: sfuggito ai controlli del personale, l’uomo era riuscito a fuggire dal perimetro dell’ospedale Papardo venendo poi investito da un mezzo in transito e riportando gravissime fratture.
Una scia di eventi che delinea un quadro estremamente complesso, confermando la crescente difficoltà nella gestione delle acuzie, dove a rischiare sono sia gli operatori in prima linea sia i pazienti nei loro momenti di massima vulnerabilità.





