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“Mafiosi a chi?!” – Il finto tonto, il ventriloquo e la medaglia: SCURRIA smaschera l’anomalia messinese

- 05/05/2026

Bagno di folla per la presentazione delle liste. Scurria va all’attacco: stop ai rapporti formali con Basile senza una presa di distanza sui “mafiosi” di De Luca. La provocazione lanciata in sala: “Denunciateci, semu tutti scantati“.

di GIUSEPPE BEVACQUA

Era francamente ora che qualcuno lo dicesse ad alta voce, e per certificare la fine delle ipocrisie ci voleva un cinema Apollo gremito fino all’inverosimile, di quelli che non si vedevano da tempo. Ieri sera, Marcello Scurria ha deciso di strappare il velo di finto perbenismo che da mesi avvolge la singolare anomalia politica cittadina, facendo l’unica cosa politicamente e intellettualmente onesta che andava fatta: staccare la spina alla “cordialità istituzionale” con il suo avversario Federico Basile.

Il motivo è di una logica lapalissiana, evidente a chiunque non faccia finta di guardare dall’altra parte. E d’altro canto ne avevamo anche scritto laddove parole come “intimidazione” e “comportamento mafioso” non devono mai essere usate ed abusate se non nello stringente ambito della cronaca, quella vera, e della dinamica criminale.

Così, ancora una volta, il dominus e dante causa di Federico Basile, Cateno De Luca, ha pensato bene di sdoganare il termine “mafiosi” abusandolo all’indirizzo dello stesso Marcello Scurria e dell’assessora designata Matilde Siracusano. Roba che, in un contesto normale, provocherebbe l’immediata e sdegnata presa di distanza di qualsiasi candidato civico o presunto tale. E invece da Basile è arrivato il silenzio. Scurria gli ha così presentato l’inevitabile conto: nessuna pacca sulla spalla finché non avrai il coraggio di prendere le distanze dal tuo leader politico.

Ma il vero merito del candidato del centrodestra è stato quello di dare il colpo di grazia alla stucchevole narrazione della premiata ditta. Scurria ha smontato pezzo per pezzo la favoletta del “bravo ragazzo” prestato all’amministrazione, rivelando l’arcano che in molti sussurrano ma pochi certificano in pubblico: Basile e De Luca non sono il poliziotto buono e quello cattivo, ma semplicemente “due facce della stessa medaglia”. Un’unità di intenti e di metodi che non concede più alibi.

E siccome la miglior difesa contro le querele, o strombazzate come tali, è la sana ironia, Scurria ha pensato bene di chiudere la partita anche sul fronte delle denunce minacciate dal leader avversario. Sul maxischermo dell’Apollo è comparsa una scritta, definitiva nella sua sintesi sicula: “Denunciateci, semu tutti scantati!”.

Una sonora risata probabilmente vi seppellirà, ma prima ancora ci ha pensato Scurria a togliere la maschera al teatro dell’assurdo. E, almeno su questo, c’è solo da fargli tanto di cappello.