3 views 5 min 0 Comment

Messina riparte dall’export: SIMEST in campo al fianco delle imprese colpite dall’Uragano Harry

- 04/05/2026

​Messina, 4 MAG 26 – L’internazionalizzazione non è più una semplice opzione strategica, ma una necessità vitale per la sopravvivenza e la crescita del tessuto produttivo italiano. È questo il messaggio, pragmatico e diretto, lanciato da Vittorio de Pedys, Presidente di SIMEST (società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti), durante l’incontro tenutosi nella mattinata di oggi presso l’Aula Cannizzaro del Rettorato dell’Università degli Studi di Messina.

Un piano d’emergenza flessibile per il territorio

​L’evento, curato dalla segreteria organizzativa dell’Avv. Francesco Carrozza, è nato con l’obiettivo prioritario di presentare le misure straordinarie a sostegno delle imprese esportatrici siciliane danneggiate dal recente Uragano Harry.

Un incontro che ha visto una forte sinergia tra mondo accademico, istituzioni e associazioni di categoria, vantando il patrocinio, tra gli altri, della Camera di Commercio di Messina e di Sicindustria.​Moderato da Giuseppe Ioppolo, Delegato della Rettrice per i rapporti con imprese e territorio, il panel ha offerto un inquadramento generale e tecnico sugli strumenti SIMEST, grazie anche agli interventi di Maria Teresa Cardinale e Andrea D’Aguanno.

Nel suo intervento di apertura, il Presidente de Pedys ha sottolineato come i fondi per questa emergenza siano già disponibili e strutturati su una misura “straordinariamente flessibile”. Per massimizzare l’efficacia del recupero post-uragano, SIMEST ha infatti adottato una definizione di “export” volutamente “minimale e molto elasticizzata”, progettata per consentire al maggior numero possibile di imprese locali di rientrare nei requisiti e beneficiare del supporto.​I numeri di una sfida globale: l’Italia al quarto posto​Il Presidente ha poi allargato lo sguardo allo scenario macroeconomico, tracciando una fotografia inequivocabile del sistema Paese: su 4 milioni di piccole e medie imprese italiane, solo un ristretto 8% esporta. Tuttavia, è proprio questa minoranza a generare da sola un terzo dell’intero Prodotto Interno Lordo nazionale.

Il gap competitivo è netto: le aziende che si limitano al mercato interno crescono a una velocità pari a un quarto rispetto a quelle proiettate sui mercati internazionali.​Nonostante le sfide, comprese le tensioni commerciali con gli Stati Uniti che non hanno comunque impedito una crescita del 7% dell’export verso gli USA, l’Italia si conferma una superpotenza globale. Il nostro Paese condivide attualmente il quarto posto al mondo per l’export assieme al Giappone, un risultato trainato non solo dall’eccellenza del “food and fashion”, ma soprattutto dall’altissima specializzazione in settori a forte contenuto tecnologico, come la meccanica di precisione e l’elettronica.

​Il paradosso virtuoso della Sicilia​

Un focus particolare è stato dedicato alle peculiarità del tessuto produttivo siciliano, descritto come un caso di studio eccezionale per la sua diversificazione. La Sicilia si posiziona infatti come la seconda regione a livello mondiale per ampiezza del portafoglio di esportazione, vantando una penetrazione geografica in ben 120 Paesi e una diversificazione verticale di circa 900 prodotti immessi sui mercati esteri.​

A fronte di questa incredibile varietà, il sistema sconta però una notevole frammentazione dimensionale: il primo 10% delle aziende esportatrici copre appena l’11% del volume totale dell’export regionale. Un dato che evidenzia un potenziale inespresso e la necessità di interventi mirati per aiutare le innumerevoli eccellenze del territorio a fare massa critica.

Lo Stato fa sistema​

La presenza dei vertici di SIMEST a Messina, giunti appositamente da Roma, rappresenta un segnale forte di presenza sul territorio in un momento di grande criticità. De Pedys ha ricordato come l’ideazione e l’approvazione di queste misure agevolative – che si aggiungono ad altre iniziative recenti per contrastare il caro energia derivante dalla crisi del Golfo – richiedano un complesso lavoro di squadra istituzionale che coinvolge Ministeri tecnici, il MEF e la Ragioneria dello Stato, prima di approdare in Consiglio dei Ministri. Un ingranaggio complesso, supportato dal lavoro di 250 addetti SIMEST, che ha già permesso di finanziare con successo oltre 11.000 imprese italiane e che oggi si mette concretamente al servizio della ripartenza messinese.

All’incontro sono intervenuti la Senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, il presidente di Sicindustra Messina Giuseppe Lupò, il presidente della Camera di Commercio di Messina Ivo Blandina, il presidente dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Messina Paolo Vermiglio, il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Messina Enrico Spicuzza e la presidente dei Giovani Imprenditori di Messina Claudia Brudetto.