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Spadafora, l’area del “Pesce Cantato” si colora con l’opera di NessuNettuno ed il WWF. Il sindaco Pistone: «Un nuovo volto nel segno dell’ecosostenibilità»

- News Messina, TIRRENO
15/04/2026

Il sito, strappato al degrado dall’amministrazione locale, ha ospitato l’evento conclusivo del progetto europeo NETTAG+. Un connubio tra ricerca scientifica, tradizione e la street art di NessuNettuno per contrastare la piaga delle “reti fantasma” a difesa dell’ecosistema marino.

A Spadafora, l’area del “Pesce Cantato” si è lasciata alle spalle una lunga storia di abbandono per ripresentarsi alla comunità con un look completamente rinnovato. A imprimere questa decisa svolta è stata l’amministrazione guidata dal sindaco Lillo Pistone, che ha fortemente voluto la riqualificazione del sito, trasformandolo, grazie anche al WWF, in una location d’eccellenza per parlare di mare e sostenibilità.

L’occasione ideale per svelare il nuovo volto dell’area è stata la manifestazione di sabato 11 aprile, evento che ha segnato la conclusione del progetto europeo NETTAG+. Finanziato dal programma Horizon Europe, il piano ha visto i lavoratori del mare collaborare a stretto contatto con la ricerca scientifica per mitigare l’impatto delle attrezzature da pesca e arginare la piaga ambientale delle “reti fantasma”.

A impreziosire lo spazio e a certificarne la rinascita estetica ci ha pensato la grande opera di street art realizzata dall’artista NessuNettuno. Il murale non ha solo abbellito la zona donandole un’identità visiva moderna, ma si è fatto manifesto permanente di ecosostenibilità: un tributo artistico a chi getta le reti ogni giorno, ergendosi a custode attivo del nostro ecosistema marino.

L’intera mattinata, supportata dal WWF, si è sviluppata attraverso un linguaggio agile e trasversale. I dati scientifici del Rapporto NETTAG+ sono stati tradotti e consegnati ai pescatori attraverso le poetiche cartoline illustrate da Alessandra Zaffiro. Subito dopo, la tradizione siciliana è andata in scena con l’attrice Donatella La Macchia: la sua performance teatrale, “U Cuntu”, ha riportato in vita il mito di Colapesce, tracciando una linea di continuità tra le leggende del passato e la nuova vocazione ecologica dell’area.

Grande attenzione è stata rivolta anche alle nuove generazioni, che hanno potuto testare i videogiochi educativi sviluppati per il progetto. Un tassello fondamentale per avvicinare i più giovani alla tutela del “Capitale Blu” del Mediterraneo, un patrimonio inestimabile al centro della campagna “GenerAzione Mare” del WWF Italia.

La giornata si è infine conclusa con un brindisi, celebrando non solo il successo di un progetto europeo, ma soprattutto il riscatto urbano di un’area strappata al degrado e trasformata in un simbolo di bellezza e consapevolezza ambientale.