
«Sullo stato dei conti comunali Basile non poteva non sapere. La città merita chiarezza, perché da quei conti passa tutta la credibilità che si è giocata l’amministrazione dimissionaria su politica di risanamento dei conti».
A dirlo è Antonella Russo, candidata sindaca del centrosinistra di Messina. Al suo fianco anche i consiglieri comunali uscenti del Partito Democratico Alessandro Russo e Felice Calabrò.Gli esponenti del Partito Democratico hanno puntato il dito contro la gestione economico-finanziaria del Comune di Messina, riportando al centro del dibattito politico la nota della Corte dei conti del 20 marzo 2026 e le sue implicazioni sul piano di riequilibrio approvato nel luglio 2023.
«Abbiamo voluto convocare questa conferenza stampa perché noi le carte le abbiamo – esordisce Antonella Russo – le abbiamo formalmente richieste e ci sono state consegnate, e ci sembra francamente singolare che altri candidati che sono stati nel palazzo negli ultimi 8 anni non ne fossero a conoscenza. Ancora più singolare è che il dimissionario Basile abbia dichiarato fino a due giorni fa di non sapere nulla di una nota della Corte arrivata al Comune il 20 marzo scorso sul monitoraggio al piano di riequilibrio».Il cuore della conferenza riguarda però i contenuti della nota della Corte dei conti e, più in generale, lo stato di salute dei conti dell’ente. «Il Comune di Messina risulta in disavanzo sia nel 2023 che nel 2024. E non abbiamo ancora elementi certi sul possibile disavanzo del 2025, perché è in corso il riaccertamento straordinario dei residui.La Corte dei conti aveva indicato il 9 aprile come termine per fornire chiarimenti e integrazioni. Ma, secondo quanto riferito, quella scadenza non è stata rispettata formalmente.
«A rafforzare il quadro l’intervento del consigliere Alessandro Russo, che entra nel merito di uno dei punti più delicati: il ricorso alle anticipazioni di tesoreria. «Si tratta di un utilizzo massiccio e sistematico – spiega – che non può essere considerato fisiologico. Parliamo di risorse anticipate per coprire spese legate a progetti finanziati con fondi extra bilancio, spesso provenienti da programmi europei o nazionali e non è scritto da nessuna parte che in futuro quelle somme non saranno riqualificate e destinate altrove».
Un meccanismo che, secondo il consigliere, presenta rischi significativi: «Queste somme vengono anticipate dal Comune in attesa della rendicontazione e del successivo rimborso. Ma siamo certi che tutti questi progetti saranno riconosciuti e finanziati integralmente? Perché, in caso contrario, il rischio ricade sulle casse comunali. Ci sono casi in altre città in cui, a distanza di anni, l’Unione Europea ha chiesto la restituzione delle somme perché utilizzate in modo non conforme. È un rischio concreto, non teorico».
Sulla stessa linea l’intervento di Felice Calabrò, che amplia il ragionamento sul piano politico e istituzionale. «La nota della Corte dei conti è formalmente ordinaria – spiega – ma sostanzialmente molto significativa. La Corte si rivolge all’organo di revisione, che è il soggetto deputato a relazionare sullo stato del piano. Eppure, a Palermo sono andati la segretaria generale e il ragioniere generale. È legittimo, ma politicamente e istituzionalmente pone interrogativi. Perché non i revisori? E perché non il Commissario straordinario?».
Il consigliere richiama anche alcune vicende contabili specifiche, tra cui operazioni di transazione su crediti rilevanti e la gestione dei debiti fuori bilancio: «Ci sono casi che dimostrano superficialità nella gestione del dimissionario Basile. Parliamo di differenze milionarie tra somme accertate e somme effettivamente incassate o transatte. Sono aspetti che incidono direttamente sugli equilibri finanziari del Comune».
Poi l’affondo di Antonella Russo sul dimissionario Basile: «I dati sono oggettivi e meritano risposte chiare. Per questo pongo domande semplici, per avere semplici risposte: nel 2023 e nel 2024 il Comune di Messina risulta essere in disavanzo, sì o no? È attualmente un ente strutturalmente deficitario, sì o no? E il ricorso alle anticipazioni di tesoreria è notevolmente aumentato di recente, sì o no?».
Su questi aspetti «chiederemo la convocazione urgente di una commissione Bilancio con tutti i soggetti coinvolti – segretario generale, ragioniere, revisori e commissario straordinario – per fare piena luce su quanto emerso. È un passaggio necessario per garantire trasparenza e responsabilità sul futuro di Messina, e per dare riscontro a quella operazione verità sui conti del comune che noi chiediamo sistematicamente dal 2013 ad oggi».




