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I 178 anni della Municipale e il silenzio degli smemorati: a Messina le passerelle ci sono solo a favore di telecamera

- 28/03/2026
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E il Comandante Giovanni Giardina? Chissà, magari nell’impeto di un moto d’orgoglio farà squillare la radio d’ordinanza per un saluto ai suoi uomini.

Centosettantotto. Sono gli anni che compie oggi il Corpo della Polizia Municipale di Messina. Un traguardo che in un Paese normale, o quantomeno in una città non ostaggio degli spacciatori di fumo, meriterebbe se non le fanfare, almeno una di quelle parate istituzionali a cui i nostri eroi di Palazzo ci hanno abituato quando c’è da favorire il fotografo per tagliare un nastro. E invece? Il nulla cosmico.

Il trionfo del nulla cosmico

Silenzio di tomba. Nessuna manifestazione, nessuna celebrazione di quelle che un tempo, quando le tradizioni avevano ancora un peso specifico e non erano state rottamate, scandivano il calendario cittadino. Niente di niente. È l’ennesimo capolavoro di un andazzo istituzionale che certifica, in modo a dir poco imbarazzante, la reale “attenzione” (le virgolette sono un dovere civico) della precedente amministrazione per quel glorioso Corpo che ogni santo giorno si spende e respira smog sulle strade cittadine. Tante pacche sulle spalle a favore di telecamera, zero riconoscenza nei fatti.

L’attesa per un colpo di radio

E il Comandante Giovanni Giardina? Chissà, magari nell’impeto di un moto d’orgoglio farà squillare la radio d’ordinanza per un saluto ai suoi uomini. Un grazioso “dono di attenzione”, uno sforzo titanico che non ci sentiamo di escludere e che suonerebbe come una concessione magnanima. Ma il nocciolo della questione, purtroppo, rimane intatto.

La favola di Palazzo e l’amnesia della realtà

A Messina stiamo assistendo alla metodica cancellazione della memoria e delle tradizioni, inghiottite nei meandri di una dialettica politica tanto fosca quanto insopportabilmente inutile. Siamo quotidianamente bombardati da una narrazione fantasiosa, l’ennesima favoletta istituzionale infarcita di comunicati stampa roboanti, che si scontra frontalmente con il muro di gomma della realtà. E la realtà, nuda e cruda, è che la chiacchiera sta a zero: quando si spengono i riflettori e non c’è consenso da racimolare, chi indossa una divisa e lavora per la strada viene semplicemente dimenticato.

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