Botta e risposta al veleno sull’alloggio popolare fatiscente assegnato alla famiglia residente. L’ex assessora accusa: “Strumentalizzazione, avevano rifiutato un’alternativa“. La controreplica della senatrice, carte alla mano: “Alibi inaccettabile, vivono tra muffe e rischi di folgorazione. L’assessora ci vivrebbe con la sua famiglia?“.

La polemica politica si scontra con la cruda realtà dei referti medici e delle perizie tecniche. Il caso dell’alloggio comunale di via Arezzo, a Messina, si trasforma in un aspro terreno di scontro tra l’ex assessora alle Politiche Sociali, Alessandra Calafiore, e la senatrice di Italia Viva, Dafne Musolino. Se da un lato l’esponente della Giunta Basile rivendica la correttezza dell’iter amministrativo, dall’altro la senatrice espone un dossier documentale che inchioda l’amministrazione alle proprie responsabilità, delineando un quadro abitativo drammatico noto agli uffici ben prima delle recenti polemiche.
Il referto dell’Asp: muffe, crolli e bambini malati
Al centro della contesa c’è l’appartamento situato nella palazzina 5 (interno 10) di via Arezzo, assegnato ad una famiglia composta da una coppia e i due figli minori. A smentire qualsiasi ipotesi di “narrazione distorta” è la relazione ufficiale dell’Asp di Messina, redatta nel marzo 2025 dal dottor Natale Lombardo. Il documento certifica inequivocabilmente l’insalubrità dei locali, descrivendo un ambiente in cui si percepisce un “persistente odore di muffa” e pareti segnate da “vistose infiltrazioni di umidità con crescita di efflorescenze nerastre” e distacchi di intonaco.
A farne le spese è soprattutto la salute dei più piccoli: l’Asp annota che i due figli della coppia soffrono di gravi patologie respiratorie, tra cui bronchite cronica e rinite allergica, aggravate dalle condizioni dell’appartamento e per le quali hanno subito ricoveri ospedalieri. A questo si aggiunge il pericolo per l’incolumità fisica, con “cassette elettriche staccate dalla parete” che causano un reale “rischio di folgorazione per i residenti” e un recente crollo di parte dell’intonaco dal soffitto nelle scale.
La difesa di Calafiore: “Hanno rifiutato un altro alloggio”
Di fronte a questo scenario, l’ex assessora Calafiore ha diramato una nota in cui respinge le accuse della senatrice, definendole “propaganda social”. La linea difensiva dell’amministrazione si basa su un punto specifico, ribadito in una corrispondenza ufficiale del settembre 2023: gli uffici comunali avevano proposto alla famiglia l’assegnazione di un alloggio alternativo (all’Isolato 13/C), che la signora Mento avrebbe “categoricamente rifiutato“. Calafiore sottolinea inoltre come il Servizio Sociale avesse preso in carico il caso, respingendo le accuse di immobilismo o favoritismi. Per l’ex assessora, “chi oggi alimenta polemiche sui social sapeva, poteva agire e non lo ha fatto“. Ma da allora ad oggi le condizioni dell’alloggio sono solo peggiorate.
L’affondo di Musolino: “Inerzia intollerabile, Comune informato dal 2020”
La controreplica della senatrice Musolino smonta la tesi dell’amministrazione ricostruendo la cronologia degli eventi. I documenti dimostrano che il Comune era perfettamente a conoscenza della situazione di degrado almeno dal 2020, quando il Dipartimento Servizi alla Persona sollecitava un “urgente sopralluogo” per via delle infiltrazioni. A novembre dello stesso anno, la stessa Calafiore comunicava alla famiglia che la richiesta di cambio alloggio era “meritevole di valutazione” non appena vi fosse stata disponibilità.
Per Musolino, la proposta dell’alloggio alternativo, poi rifiutata, non costituisce un alibi: il trasferimento riguardava una zona ritenuta non adeguata alle esigenze di vita di un nucleo familiare con minori. “Questa famiglia non può essere messa da parte per questo“, incalza la senatrice, sottolineando come l’amministrazione, a fronte del referto Asp, non abbia adottato “alcun provvedimento per la tutela in via immediata ed urgente della salute della famiglia affidataria“.
La vicenda è ora finita sul tavolo del Commissario Straordinario del Comune, Pietro Mattei, al quale Musolino ha inviato, il 26 marzo 2026, una richiesta formale per disporre interventi urgenti a tutela dell’incolumità degli assegnatari. E l’interrogativo politico rivolto alla Calafiore resta sospeso: “La ex assessora andrebbe a vivere con la sua famiglia nelle stesse drammatiche condizioni in cui risiede questa famiglia, in una stamberga insalubre e pericolosa?”.






