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Verso le urne tra veleni e alleanze: Duca (Forza Italia) serra i ranghi del centrodestra a Giardini Naxos e Messina

- 09/03/2026
Duca

Il vice coordinatore provinciale azzurro respinge il clima d’odio dopo le minacce a Salvo Puccio, lancia Salvatore Bosco nella corsa a sindaco della cittadina jonica e blinda l’asse su Scurria nel capoluogo, rispedendo al mittente le provocazioni di Cateno De Luca.

Il confronto democratico non può e non deve cedere il passo alle intimidazioni. È con un fermo richiamo alla civiltà politica che Gaetano Duca, vice coordinatore provinciale di Forza Italia, interviene sul rovente scacchiere elettorale messinese, partendo dalla severa condanna della lettera anonima di minacce recapitata a Salvo Puccio, candidato sindaco a Giardini Naxos. “Le decisioni e il consenso si misurano alle urne, non occorre avvelenare la campagna elettorale“, ribadisce Duca, offrendo solidarietà ma tracciando contestualmente confini politici netti in vista dell’appuntamento elettorale.

Nella rinomata località jonica, la competizione è già affollata: ai blocchi di partenza figurano Giuseppe Biondo, Luigi La Spada, Antonio Veroux, lo stesso Puccio e Salvatore Bosco. E le preferenze del fronte forzista sono inequivocabili.

Per Duca, Salvatore Bosco rappresenta l’unica vera opzione sul tavolo: “Per me non è solo un candidato, è il candidato“. Una figura emersa dal lavoro corale di un gruppo compatto. Al suo fianco, assicura il dirigente, una centralità assoluta verrà garantita alle donne, con Antonella Arcidiacono, avvocato ed ex presidente del consiglio comunale, indicata come “punto di riferimento insostituibile” per la comunità.

Sui diretti competitor, Duca sfodera un mix di diplomazia e caustica ironia. Se Biondo viene archiviato con rispetto come “una brava persona e un ottimo medico“, la stoccata arriva puntuale su La Spada (“Corre senza il mio sostegno, nei piccoli comuni i partiti c’entrano poco”) e su Veroux, definito, in virtù dei suoi 86 anni, “il più longevo politico dei prossimi 40 anni”.

Su Salvo Puccio l’analisi si fa tagliente. Pur riconoscendogli un’esperienza amministrativa maturata a Messina, Duca ne boccia i risultati in modo tranciante: “Sono sotto gli occhi di tutti e non entusiasmanti. Dice di candidarsi mettendoci la testa e il cuore, ma siamo abituati a chi in campagna elettorale ci mette tutti gli organi, vista compresa, per poi accusare una brutta cataratta dopo il voto“.

Dal fronte jonico al capoluogo, il passo è breve. Le fibrillazioni interne al centrodestra messinese delle settimane scorse sembrano rientrate. Duca ammette le tensioni iniziali — inclusa la provocazione di voler sostenere l’asse Basile-De Luca in mancanza di una compattezza provinciale — ma conferma la quadra raggiunta: “Su Marcello Scurria a Messina ritengo sia stata l’unica candidatura possibile. Ci spenderemo in modo compatto“.

Una dichiarazione di fedeltà che funge anche da scudo contro le bordate lanciate via social da Cateno De Luca. Il leader di Sud chiama Nord aveva alluso a pesanti smottamenti nel centrodestra e al presunto passaggio di esponenti forzisti (come Lino Summa e Nino Neri, ritenuti vicini a Duca e all’onorevole Calderone) nelle liste a sostegno di Basile, parlando di manovre per “inquinare i rapporti” ed etichettando le voci come mero “mascariamento” e “schizzi di fango“.

La smentita di Duca è categorica. Nessun abboccamento con l’ex sindaco di Messina, né da parte sua né dei suoi fedelissimi: “Non c’è mai stato alcun contatto da parte di De Luca con me o con persone a me vicine. Se altri di Forza Italia si sono avvicinati a lui, avranno avuto le loro ragioni. Vedremo i risultati nel tempo“. Per il vice coordinatore, la rotta è segnata e il sostegno a Scurria resta “convinto e totale”.

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