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Niscemi, oltre l’emergenza: maestra accoglie una famiglia di sfollati. La nascitura si chiamerà con il suo nome

- 08/02/2026
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La docente apre la sua casa di campagna alla 33enne sfollata con tre figli: «Era doveroso aiutarli». E la giovane mamma decide: «La bimba che aspetto porterà il suo nome»

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La forza devastante della natura ha spazzato via la sicurezza di molte abitazioni, costringendo centinaia di persone all’evacuazione immediata in seguito a una violenta frana. Eppure, proprio nel momento di maggiore smarrimento, la rete della solidarietà privata ha dimostrato di poter offrire un riparo sicuro. Protagonista di questa storia di accoglienza è Amalia Scifo, un’insegnante che ha aperto le porte della propria casa a una donna all’ottavo mese di gravidanza e ai suoi tre bambini, rimasti improvvisamente senza un tetto.

La calamità ha colpito da vicino la stessa famiglia della docente. Lo studio del marito e le case della suocera e della cognata si trovano infatti all’interno della zona rossa, l’area interdetta dalle autorità. Dopo aver tempestivamente accolto i familiari più anziani nella propria abitazione in paese, Amalia ha rivolto il suo pensiero a chi si trovava in una situazione di estrema fragilità.

Il pensiero è andato subito a Claudia Lacatus, trentatreenne in Italia da circa dieci anni. La donna, che viveva in affitto in una delle aree dichiarate a rischio, si è ritrovata sfollata con tre figli piccoli: due gemelli di dieci anni e un bimbo di otto, quest’ultimo alunno proprio della maestra Amalia alla scuola dell’infanzia.

L’insegnante non ci ha pensato due volte: ha accompagnato Claudia e i bambini nella sua villetta di campagna, al sicuro e ben lontana dal fronte franoso, dove la famiglia vive dal giorno dello sgombero. “Era importante dare loro un posto caldo e tranquillo“, ha raccontato Amalia, vivendo il suo gesto non come un atto eccezionale, ma come l’estensione naturale dei valori di empatia e mutuo soccorso che cerca di trasmettere ogni giorno ai suoi piccoli alunni.

Oggi, lontano dal pericolo, Claudia e i suoi bambini hanno trovato un po’ di serenità e i piccoli possono muoversi e giocare al sicuro. Tuttavia, la madre non nasconde un forte senso di preoccupazione per il futuro. La villetta di campagna è una sistemazione temporanea e il ritorno nella vecchia casa in affitto non sarà possibile. L’attesa è ora rivolta alle istituzioni, dalle quali Claudia aspetta risposte per una soluzione abitativa stabile.

Il tempo, del resto, stringe. Tra circa due settimane Claudia darà alla luce una bambina. Un nuovo inizio che porterà impresso il segno indelebile di questa vicenda: per ringraziare la donna che ha offerto loro un rifugio nel momento più difficile, la decisione è già stata presa. La piccola si chiamerà Amalia.

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