

Il Partito Democratico di Messina rompe gli indugi. In vista di possibili scenari elettorali anticipati, ma con l’obiettivo strutturale di riorganizzare il campo, i dem lanciano la loro offensiva politica. Il messaggio che arriva dalla conferenza stampa dei vertici locali è netto: basta improvvisazione, il centrosinistra non può più permettersi di arrivare all’appuntamento con le urne impreparato.
A tracciare la rotta è il segretario provinciale Armando Hyerace, affiancato dalla vicesegretaria Maria Flavia Timbro, dal responsabile terzo settore Roberto Saia, dal deputato regionale Calogero Leanza e dai consiglieri comunali. Il piano prevede un ritorno immediato tra la gente: incontri nei quartieri e sul territorio che culmineranno in una conferenza programmatica. L’imperativo è evitare l’errore fatale del passato: «Arrivare con l’acqua alla gola a ridosso del voto senza un candidato». Sull’ipotesi primarie, Hyerace non chiude la porta: «Sono nello statuto, se necessario le metteremo a terra».
Il perimetro della coalizione è in costruzione. Se il confronto con le forze progressiste è il binario naturale, il Pd guarda oltre: «Siamo aperti anche alle aree civiche». L’obiettivo è costruire un fronte ampio capace di competere contro l’attuale amministrazione.
I toni si alzano quando si parla della gestione attuale della città. Felice Calabrò, capogruppo in Consiglio, usa una metafora monarchica: «In questo momento c’è un re che impone una scelta al sindaco». La strategia dem punta a rompere questo schema: «Se restiamo uniti possiamo giocarcela, diventando attrattivi anche per chi oggi non ci vota». Mentre Antonella Russo e Timbro associano Sud chiama Nord e centrodestra come «facce della stessa medaglia», il deputato Leanza invita al pragmatismo elettorale: «Dobbiamo provare a vincere, e per farlo ci vogliono i voti. Bisogna portare dentro chi condivide i nostri valori, senza veti».










