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Sangue sull’asfalto e slide a Palazzo Zanca: primo incidente del 2026 e ancora “progetti” e “vetrine” dall’Amministrazione Basile. Ma la Municipale non si vede

- 07/01/2026
Dove sono le strisce

Mentre un 24enne senza patente manda in rianimazione un anziano nel buio di via Garibaldi, l’amministrazione risponde convocando i giornalisti per presentare progetti. Intanto i Vigili restano fantasmi e le strade terra di nessuno.

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E’ una macabra ironia quella del tempismo con cui la burocrazia incrocia la cronaca a Messina. Mentre il 2026 debutta sull’asfalto di via Garibaldi con il suono sordo di un corpo che impatta contro una moto e le sirene che lacerano la sera, da Palazzo Zanca parte, imperturbabile, il comunicato stampa. Un capolavoro di scollamento dalla realtà che meriterebbe, quello sì, un premio alla carriera.

Un anziano di 77 anni, A.B., è grave al Policlinico, travolto mentre attraversava la strada. A investirlo non un pirata qualunque, ma un ventiquattrenne in sella a un Honda SH, senza patente. E verosimilmente senza assicurazione, perché l’illegalità non è un’eccezione, senza controlli sta diventando un ecosistema.

Ebbene, mentre i medici tentano il miracolo e la Polizia Municipale misura le frenate (o l’assenza delle stesse), cosa fa l’amministrazione Basile? Annuncia, con squilli di tromba, che domani mattina, giovedì 8 gennaio, nel Salone delle Bandiere si terrà la presentazione dei “nuovi progetti di educazione stradale”. Ci saranno il Sindaco Basile, l’assessore Cicala e l’assessora Cannata. Tutti pronti a illustrare slide colorate sulla “diffusione della cultura della sicurezza” e la “sensibilizzazione delle giovani generazioni”.

Viene da chiedersi se ridere o piangere. Parlare di educazione stradale in una città dove un ventiquattrenne guida indisturbato senza patente in pieno centro è come organizzare un convegno sulla prevenzione degli incendi mentre la casa sta già bruciando. È il trionfo della forma sulla sostanza, della conferenza stampa sulla pattuglia in strada.

Già, le pattuglie. Ma dove sono? È la domanda ormai retorica quanto basta per essere impellente. Gli agenti della Municipale a Messina sembrano essere diventati figure mitologiche, appaiono — forse — solo sotto forma di verbali sul parabrezza o a bordo dei carri attrezzi, che sono di ATM però. Ma il vigile, quello vero, quello che con un fischietto e la sola presenza fisica dovrebbe scoraggiare il far west agli incroci, è specie estinta. La sicurezza non si fa con i powerpoint nel salotto buono del Comune, si fa consumando le suole delle scarpe sull’asfalto. Chissà cosa ne pensa l’assessore Cicala?

E poi c’è il buio. Messina è una città che sembra aver fatto voto di penombra. L’anziano è stato investito in un tratto dove la nuova illuminazione a LED, tanto decantata per il risparmio, illumina a malapena se stessa. Ed è così per quasi tutta la città. Lampadine da abat-jour montate su pali altissimi, o peggio, soffocate dalle fronde di alberi che nessuno pota, creando quel chiaroscuro letale dove i pedoni diventano ombre cinesi. Attraversano su strisce pedonali che sono ormai reperti archeologici, sbiadite e invisibili, accecati dai fari delle auto che rimbalzano nel buio.

Domani, nel Salone delle Bandiere, ci spiegheranno come bisogna comportarsi per strada. Sarebbe cortese se qualcuno, tra un pasticcino e una stretta di mano, scendesse giù in strada a spiegarlo anche a quel ragazzo senza patente, o a controllare se i lampioni accesi servano a qualcosa di più che a fare atmosfera. Ma temo che il rumore delle slide coprirà, ancora una volta, quello della realtà.

DOVE SONO LE STRISCE?
DOVE SONO LE STRISCE?
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