

MESSINA – Un “atto politico sconsiderato” e un puro esercizio di “avventurismo legislativo”. Non usano mezzi termini i vertici locali di Azione per bocciare l’emendamento presentato dalla senatrice Micaela Biancofiore in materia di responsabilità medica. A lanciare l’allarme, chiedendo il ritiro immediato della proposta, sono Fabrizio Zingales, segretario di Azione a Barcellona P.G., ed Emilio Puglisi Allegra, vice segretario provinciale di Messina.
Al centro della contestazione c’è il tentativo di modificare l’attuale assetto giuridico spostando la responsabilità civile dalle strutture sanitarie ai singoli medici. Una mossa che, secondo gli esponenti del partito di Calenda, non solo è giuridicamente infondata, ma rischia di dare il colpo di grazia a un Sistema Sanitario Nazionale già in profonda crisi.
Indietro di dieci anni: a rischio la legge Gelli-Bianco
Secondo Zingales e Puglisi Allegra, l’emendamento minaccia di smantellare l’equilibrio faticosamente raggiunto con la legge Gelli-Bianco. La normativa vigente prevede la responsabilità contrattuale in capo alle strutture e limita quella dei professionisti ai casi di colpa grave. “Ribaltare questo assetto – spiegano nella nota – significa cancellare dieci anni di riforme e vanificare un sistema che ha ridotto il contenzioso inutile, permettendo ai medici di operare senza essere bersaglio quotidiano di cause temerarie”.
Lo spettro della medicina difensiva e la fuga dei camici bianchi
L’analisi di Azione si concentra sulle ricadute pratiche per i cittadini. Le conseguenze previste sono due:
- Aumento della medicina difensiva: per tutelarsi da rischi economici personali, i medici prescriverebbero più esami inutili e ricoveri impropri, facendo esplodere i costi del SSN.
- Rinuncia ai casi complessi: il timore di rovina economica porterebbe molti professionisti a non intervenire nelle situazioni cliniche più rischiose.
“In un momento di crisi del personale, con migliaia di medici pronti ad andare all’estero – sottolineano i due esponenti – introdurre una norma che li espone a un rischio economico diretto significa accelerare la fuga e la desertificazione dei reparti”.
Errori di sistema, non solo del singolo
La nota respinge con forza la narrazione che vede nella punizione del medico la soluzione ai disservizi. “Gli errori gravi vanno prevenuti, non usati per scaricare sui professionisti responsabilità organizzative”, si legge nel comunicato. Zingales e Puglisi Allegra ricordano che spesso gli eventi avversi sono frutto di falle procedurali, carenze strutturali e turni massacranti, non della semplice disattenzione del singolo.
La richiesta è dunque perentoria: ritiro immediato dell’emendamento. Una posizione che, notano da Azione, trova sponda non solo nei sindacati medici ma anche in settori della stessa maggioranza, isolando politicamente la proposta Biancofiore. “Non è riformismo – concludono – è un danno profondo al sistema”.








