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L’annuncio di Hamas: ‘Siamo pronti a liberare gli ostaggi’

- 04/10/2025
gaza

Ma chiede chiarimenti e si propone per un ruolo futuro

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Atarda sera e rispettando così l’ultimatum lanciato dal presidente Usa mercoledì scorso, Hamas ha annunciato ufficialmente di essere pronto a rilasciare tutti gli ostaggi, secondo quanto previsto dal piano dettagliato in 20 punti proposto da Donald Trump, e di essere disponibile ad avviare “immediatamente” negoziati sui dettagli della proposta americana.

L’organizzazione ha inoltre espresso consenso a trasferire il controllo della Striscia di Gaza a un ente palestinese, sulla base di un sostegno arabo e islamico, precisando che rimangono questioni aggiuntive, menzionate nella proposta di Trump, che richiedono ulteriori discussioni.

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epa12428094 Smoke rises at the Al Harazin building following an air strike during an Israeli military operation in Gaza City, Gaza Strip, 03 October 2025. More than 66,000 Palestinians have been killed in the Gaza Strip since October 2023, according to the Palestinian Ministry of Health, and about 1,200 Israelis have been killed since the launch of an Israeli military campaign in response to a cross-border attack by Hamas on 07 October 2023. EPA/MOHAMMED SABER

L’ufficio del premier israeliano  Benjamin Netanyahu ha detto che Israele si sta preparando ad attuare la prima fase del piano in 20 punti del presidente Donald Trump per far tornare gli ostaggi e mettere fine alla guerra a Gaza.  “Continueremo a lavorare in piena collaborazione con il presidente e il suo staff per terminare la guerra in conformità con i principi stabiliti da Israele che sono coerenti con la visione del presidente Trump”, afferma Tel Aviv. 

In un videomessaggio su Truth Donald Trump esulta e parla di “un grande giorno, un giorno speciale, forse senza precedenti in molti modi”.

I familiari degli ostaggi israeliani hanno espresso il loro sostegno al presidente Usa parlando di “una mossa coraggiosa di leadership”.

Su due punti in particolare, però, l’organizzazione palestinese non ha fatto alcun accenno nella sua nota: il disarmo e la presenza di una forza internazionale nella Striscia. Invece, annunciando “la propria disponibilità a liberare tutti gli ostaggi israeliani – vivi e deceduti – secondo il meccanismo di scambio previsto nel documento del presidente Trump”, ha sottolineato “a condizione che esistano le possibilità sul terreno per farlo”. Nel comunicato inoltre, nell’ultima frase, si legge: “Le altre questioni incluse nella proposta relative al futuro della Striscia di Gaza e ai diritti intrinseci del popolo palestinese, sono legate a una posizione nazionale globale e basate su leggi e risoluzioni internazionali pertinenti. Saranno discussi all’interno di un quadro nazionale palestinese globale, all’interno del quale Hamas farà parte e al quale contribuirà responsabilmente”. Ossia, Hamas evidentemente ritiene ancora di poter trattare un suo ruolo nella fase successiva alla guerra. Un’opzione che difficilmente però sarà accettata dal premier Benyamin Netanyahu, così come dall’amministrazione Trump, che per la Striscia sembrano avere ben altri progetti, perlomeno da quel che lascia intendere il documento Usa.

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epaselect epa12424098 Smoke billows after Israeli airstrikes on Gaza City as seen from the northwest of Nuseirat refugee camp, Gaza Strip, 02 October 2025, as Palestinians are displaced southward from the Wadi Gaza following an Israeli announcement of the closure of Al-Rashid road toward the north. More than 66,000 Palestinians have been killed in the Gaza Strip since October 2023, according to the Palestinian Ministry of Health, and about 1,200 Israelis have been killed since the launch of an Israeli military campaign in response to a cross-border attack by Hamas on 07 October 2023. EPA/HAITHAM IMAD


“Il movimento di Resistenza Islamica, Hamas, apprezza gli sforzi arabi, islamici e internazionali, così come gli sforzi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che chiede la fine della guerra nella Striscia di Gaza, uno scambio di prigionieri, l’ingresso immediato degli aiuti, il rifiuto dell’occupazione della Striscia e lo sfollamento del nostro popolo palestinese da essa”, scrive ancora Hamas. Nel pomeriggio il presidente americano aveva dato un’ultima chance a Hamas: fino a domenica sera per decidere positivamente prima di dare l’ok a Israele per la distruzione di tutte le fazioni armate dell’enclave. Da Gerusalemme intanto non è arrivato al momento alcun commento ufficiale, mentre i media israeliani definiscono evasiva e non dettagliata la risposta scritta da Hamas.