“InterPares è un modo diverso di approcciare ad una tematica importante quella delle persone con sindrome autistica”. Recita così il comunicato stampa diramato dal Comune di Messina in occasione della presentazione a Palazzo Zanca dei “risultati e prospettive ad un anno di lavoro”.
Ma Cc’è qualcosa che non torna dopo la mirabolante conferenza stampa in cui sono stati presentati i risultati di un anno di lavoro del progetto Interpares. Al netto delle dichiarazioni di alcuni Presidenti di Associazioni portatori diretti d’interessi nel progetto finanziato dal Comune di Messina con fondi del Poc Metro, si registrano mugugni e contestazioni dalle altre associazioni, partners del progetto fin dall’esordio, che alla conferenza stampa non sono stati neanche invitati.
A guardare i rappresentanti delle Associazioni escluse nella conferenza stampa ci si accorge che tra di loro ci sono quelle che definiremmo le “spine nel fianco” dell’amministrazione comunale. Sono le stesse che con il commissario Santoro sono riuscite ad ottenere la cessione di alcuni locali del Complesso Marino a favore dell’Asp di Messina per la creazione del Centro Diurno. Sono le stesse associazioni che hanno protestato al di fuori della stanza del Sindaco affinché venissero ricevuti e le stesse che hanno chiesto a gran voce la convocazione.
Posto che i risultati delle ricerche scientifiche devono discutersi nei congressi e con la comunità scientifica, non certo in una conferenza stampa, viene spontaneo chiedersi perché alcune Associazioni di bambini affetti da Disturbo dello spettro autistico, che hanno i bambini inseriti nel progetto, non sono state coinvolte, al contrario di altre che pare rappresentino solo uno sparuto numero di pazienti. C’è da dire che le prestazioni pubblicizzate in conferenza stampa non corrispondono.
Per le associazioni, i bambini frequentano una volta a settimana per 45 minuti con esclusione del mese di agosto in cui il centro è totalmente chiuso. È su questo punto che le associazioni contestano le affermazioni dell’assessore e del CNR poiché si ritengono totalmente insoddisfatti del progetto che pare non abbia avuto alcuna ricaduta sul benessere dei bambini. Al contrario, quest’ultimo sembra sia stato reso ad hoc per soddisfare un elevato numero di personale pagato con fondi comunali.
A questo punto sarebbe il caso che, visto che i fondi sono pubblici, visto che le famiglie non hanno alcun interesse se non la cura dei propri figli, vista l’onnipresenza di qualche rappresentante, sia il caso che venga verificata l’attività e l’utilizzo delle risorse. Cosa nasconde quella che sembra un’operazione pubblicitaria? Quali sono i reali progetti sull’area del Complesso Marino/Mortelle? Come è possibile fare progettazione senza ascoltare le esigenze e i bisogni dei genitori che con i bambini autistici vivono tutti giorni?
Ma quali sono le attività e le “abilità” che vengono sviluppate dal progetto del CNR? Sembra incredibile ma il metodo applicato in questa “innovativa” attività di ricerca è il “Montessori”: un metodo che risale a quasi cent’anni fa. “Apparecchiare, sparecchiare, rifare il letto, lavare le mani, mettere e togliere il giubbotto” e abilità simili che però molti genitori confermano che “non sono mai state raggiunte” dai propri figli. La ricerca più avanzata in questo momento in Italia costa 400 mila euro l’anno e investiga sul DNA. Il progetto Intepares, invece, 1 milione e mezzo.
LO SFOGO DEI FAMILIARI
Le associazioni dei familiari dei soggetti con lo spettro autistico non invitati alla conferenza stampa si rivolgono alla Gazzetta del Sud: “Gentilissimi giornalisti della gazzetta del sud, la matematica non è un’opinione, dite a chi vi ha fornto questi dati che sono errati, oppure sarà un vostro errore di digitazione. Spiego il perchè: sono cento i bimbi e ragazzi iscritti alla ricerca (e non terapia), sono oltre 17.000 ore in un anno da resoconto, per bimbo sono 170 ore annue, diviso 0,45 minuti di una seduta, fanno 226 sedute, questo significa che ogni bimbo è andato in un anno esclusi sabato ,domenica e festivi più il mese di ferie e le festività soppresse, tutti i giorni, qualcosa non quadra? Mio figlio andava 2 volte a settimana che per 4 settimane fanno 8 sedute al mese che in un anno (tolte le ferie) fanno 88, in ore sono circa 66, che moltiplicato per 100 dovrebbe fare 6600, le altre 10.400 dove sono finite?”.
“Attenzione a non utilizzare la ricerca per la propaganda. La ricerca dovrebbe essere libera ed indipendente e non prestarsi alle dinamiche politiche!“, dichiara Angela Rizzo di Cittadinanzattiva.



